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Sarà audit sull'Ufficio della migrazione
Sarà audit sull'Ufficio della migrazione
Sarà audit sull'Ufficio della migrazione
Redazione
10 anni fa
Il Governo ha deciso di prendere dei provvedimenti. Beltraminelli: "È stato un errore parlare di nazionalità"

Il Governo ha deciso di prendere dei provvedimenti a seguito dell'apertura dell'inchiesta sui permessi, al cui centro è finito l'Ufficio della migrazione. Provvedimenti che sono stati presentati durante una conferenza stampa tenutasi sul mezzogiorno a Bellinzona a seguito del fermo, ieri, di una 49enne e di un 24enne dipendenti del Cantone (la prima da venticinque anni, il secondo assunto da poco a seguito di una segnalazione dell'assistenza).

"C'è un'inchiesta, quindi non possiamo fare dichiarazioni che abbiano connessioni" ha esordito il presidente del Governo Paolo Beltraminelli. "Stamattina il Consiglio di Stato ha discusso del caso, ricevendo dal ministro Gobbi tutte le informazioni di cui necessitavamo. Una discussione che è stata serena".

Beltraminelli ha poi specificato che sono state prese due decisioni di tipo amministrativo:

"Ci sarà un audit sull'Ufficio della migrazione per valutare le prassi. Un lavoro che è stato affidato a Guido Corti, già consulente giuridico del Consiglio di Stato, e all'avvocato Pierluigi Pasi".

Sempre su proposta del Dipartimento delle Istituzioni è stato deciso di istituire un gruppo di lavoro interno all'amministrazione, incaricato di valutare settori sensibili e l'efficacia delle misure di controllo esistenti. "Il gruppo valuterà come estendere i compiti del controllo cantonale delle finanze". 

Il Governo si è poi chinato sulla questione dei rapporti con l'Italia, dopo le esternazioni di Norman Gobbi. "Il Governo ritiene che si sia trattato di un errore di comunicazione citare la nazionalità" ha dichiarato Beltraminelli. "Ma concorda che sia indicato assumere svizzeri. L'onestà non ha nazionalità e deve essere prerogativa di tutti."

Il presidente del Consiglio di Stato ha pure affermato che "l'errore di comunicazione è stato di Gobbi, ma poi il Tages Anzeiger ci ha ricamato sopra."

Dopo Beltraminelli, ha preso la parola il direttore del DI: "Se settimana scorsa ero furibondo, nel frattempo la mia furibondaggine è ancora aumentata" ha dichiarato Norman Gobbi. "Infragere il segreto d'ufficio, anche se accade, in questo caso non è tollerabile visto che rientra in una questione penale. Dovremo lavorare a livello di formazione. Le fughe d'ufficio accadono di frequente".

Gobbi ha poi parlato degli ultimi due arresti: "I due indagati hanno dato informazioni a terzi. Su questi due casi esprimo amarezza, delusione e rabbia. Chi lavora per lo Stato è fortunato perché è coinvolto nel garantire la legalità. Venendo meno agli obblighi di servizio, viene meno anche il rapporto di fiducia. Sono eventi difficilmente controllabili, basta parlarne con la moglie la sera o tra colleghi. Il segreto d'ufficio è quindi facilmente frangibile. Ho proposto le due misure di cui ha parlato Beltraminelli per sottoporle ad ulteriore verifica, per sgravare dai dubbi ed evidenziare ulteriori problemi. C'è una chiara trasparenza del dipartimento e la volontà di collaborare. Gli ambiti sensibili non sono solo la migrazione" ha aggiunto. "Ci sono nervi scoperti che devono essere verificati. Ringrazio i colleghi per il sostegno all'Ufficio della migrazione."

Maggiori dettagli questa sera alle 18.45 nel TG di TeleTicino.

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