
In un'interpellanza inoltrata al Consiglio federale, il consigliere nazionale Lorenzo Quadri propone di bloccare i contributi elvetici di coesione a quei paesi dell'UE, le cui frontiere coincidono con quelli dello spazio Shengen e che "non si impegnano seriamente a combattere l'immigrazione clandestina".
"L'emergenza migranti", scrive Quadri, "con sbarchi in massa di clandestini in arrivo da paesi che non sono in guerra, necessitano di misure particolari di protezione dello spazio Schengen da un'insostenibile immigrazione illegale, che contraddice i principi del diritto d'asilo. Proprio l'emergenza in corso, e di cui non si vede la fine, impone che il diritto d’asilo venga riportato al suo scopo originario, che è di protezione e non d’immigrazione".
Secondo Quadri vanno quindi sostenuti quei paesi come l'Ungheria che "con le loro iniziative, forse attirano il biasimo internazionale," ma che "oltre ai propri confini, tutelano anche quelli dello spazio Schengen".
Quei Stati membri dell'UE invece, i cui confini coincidono con quelli dello spazio Schengen e che "non fanno adeguatamente il proprio dovere prestandosi a fungere da corridoio per immigrati clandestini in direzione dell'Europa occidentale", vanno sanzionati.
Nonostante i contributi ai "nuovi" stati membri dell'UE siano già stati versati, sottolinea Quadri, rimane un certo margine di manovra, che può essere utilizzato come mezzo di pressione politico-economica.
Pertanto chiede al Consiglio federale: "Come valuta le misure prese dagli Stati UE beneficiari di contributi elvetici di coesione, le cui frontiere coincidono con quelle dello spazio Schengen, a tutela di questi confini dell'immigrazione clandestina? È sua intenzione bloccare i contributi a quegli Stati UE che, diversamente dall'Ungheria, non si impegnano con misure incisive a tutela dei propri confini coincidenti con quelli dello spazio Schengen?"
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