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"Sant'Anna? Prendiamo atto con soddisfazione"
"Sant'Anna? Prendiamo atto con soddisfazione"
"Sant'Anna? Prendiamo atto con soddisfazione"
Redazione
10 anni fa
Mentre la clinica di Sorengo convoca la stampa, il direttore del Caffè replica: "Non hanno smentito nulla"

Come annunciato ieri, la Clinica Sant'Anna di Sorengo ha deciso di convocare la stampa a seguito degli articoli pubblicati ieri da Il Caffè della Domenica sul caso che vede coinvolti il dottor Piercarlo Rey e una paziente cui sono stati amputati i seni per errore.

I vertici della struttura sanitaria ritengono infatti che il domenicale stia facendo "una campagna denigratoria malgrado l'autorità di vigilanza sanitaria e il procuratore pubblico non abbiano accertato una responsabilità della clinica" e parlano di "testarda manipolazione dell'informazione a sostegno di tesi non giustificate e a suo danno".

In una successiva nota stampa, il Caffè replica intanto alla Clinica Sant'Anna facendole notare di non aver smentito "nemmeno una parola di quanto pubblicato".

"La Clinica Sant'Anna di Sorengo nel comunicato stampa inviato nel tardo pomeriggio di domenica - in relazione al servizio del Caffè sull'indennizzo di 280 mila franchi pagati alla donna a cui 2 anni fa all'interno della struttura sanitaria sono stati asportati i seni per un errore di identità - non smentisce nemmeno una parola di quanto pubblicato" scrive il direttore Lillo Alaimo nella nota stampa. "Ne prendiamo atto con soddisfazione, ricordando e sottolineando inoltre che i dettagli dell'accordo di indennizzo si trovano, come riportato dal Caffè, nel ricorso dello scorso luglio dei legali del chirurgo Piercarlo Rey (sotto inchiesta per quella vicenda) al Tribunale federale, ricorso contro la sospensione del medico in cui così si legge: "(...) nel momento in cui il dottor Rey ha preso l'iniziativa di proporre un risarcimento, il proprietario della Clinica si è subito accodato pagando una grossa parte dell'indennità e chiedendo che nell'accordo fosse inserita la rinuncia a perseguire penalmente la Clinica e ogni altro organo dirigente della stessa".

"L'accordo è dettagliato e nella dichiarazione della donna vittima dell'errore si legge testualmente che... si rinuncia ad ogni azione penale e civile non solo nei confronti della Clinica e del personale, ma anche di ogni altra persona fisica e giuridica che direttamente o indirettamente può avere avuto un ruolo nell'operazione dell'8 luglio 2014" conclude il Caffè.

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