
Si è chiusa con il riconoscimento dell’assoluta estraneità ai fatti la vertenza penale che vedeva accusato il dottor Augusto Pedrazzini dalla Clinica Santa Chiara di Locarno. Tutto iniziò nel 2008, quando la Clinica espulse i medici del servizio di Oncologia. Un’espulsione che i protagonisti giudicarono arbitraria. Il dottor Pedrazzini si é sempre ritenuto estraneo da qualsiasi fatto di rilevanza penale e si é sempre considerato creditore nei confronti della Clinica Santa Chiara per effetto della intempestiva chiusura dei rapporti contrattuali posta in essere dalla stessa Clinica. La decisione della Corte dei reclami penali scagiona completamente e definitivamente Pedrazzini che é stato accusato di appropriazione indebita e di truffa. “Senza un minimo fondamento di prova – rileva il medico in una nota stampa -. Contrariamente a quanto affermato dalla presidente del Consiglio d’amministrazione della clinica, Carla Speziali, un procedimento penale vero e proprio non è mai stato aperto” Sin dall'inizio la magistratura penale ha espresso concreti dubbi sull'iniziativa della Santa Chiara. Il Ministero Pubblico ha comunque ritenuto, considerata la sensibilità della materia, di dar seguito agli accertamenti preliminari, che hanno confermato l'inesistenza di indizi suscettibili di dar seguito a un istruzione formale e che hanno portato a un non luogo a procedere. Il procuratore pubblico, nel suo dettagliato rapporto del mese di dicembre 2010, così concludeva : "Non esiste nessuna concreta e attendibile prova”. La decisione viene ora confermata dalla Camera dei reclami penali, che nella motivazione ritiene che non vi siano oggettivi e concreti elementi di dolo e che la Procura pubblica abbia “analizzato meticolosamente” le argomentazioni dell’accusa. Rimane ora aperta la causa civile che Augusto Pedrazzini ha promosso nei confronti della Clinica, causa che dovrà stabilire se e per quale importo il medico è creditore nei confronti della Clinica.
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