
Movimenti geologici, materiali deteriorati, infiltrazioni d’acqua inattese. Sono questi i primi tre scenari che potrebbero essere alla base (stando ai tecnici dell’USTRA) del cedimento del pezzo della parete di calcestruzzo all’interno della galleria del San Salvatore, 8 giorni fa. Ma a questi tre se ne aggiunge un quarto – non meno probabile. Per l’USTRA infatti potrebbe esserci il rischio che durante i lavori di risanamento siano stati commessi alcuni errori a livello d’impermeabilizzazione.
“Nel corso degli anni - ha spiegato Marco Fioroni ai microfoni di Teleticino - abbiamo sempre cercato di sopperire alla strutturale mancanza d'impermeabilizzazione della galleria. Durante gli ultimi lavori fatti fra 2002-2015 sono state eseguite delle iniezioni con un materiale particolare: l'Idrogel. Un materiale che a contatto con l'acqua si gonfia, impedendo all'acqua di entrare nella galleria. Potrebbe essere che parte di questo materiale sia scivolato nelle intercapedini del cunicolo facendo da tappo”.
“Non ci risulta che il materiale non fosse idoneo. Prima di essere messi in opera, questi materiali sono stati testati e finché non hanno confermato la propria efficacia non sono stati utilizzati”.
Tutti scenari sui quali l’USTRA sta cercando di fare luce grazie all’attivazione di un gruppo di lavoro mirato, al quale è stata affiancata una perizia esterna chiesta dalla Procura, che, lo ricordiamo, sulla vicenda aveva già aperto un’inchiesta penale contro ignoti.
I lavori d’accertamento, in ogni caso, non si limiteranno soltanto alla galleria in direzione sud. Per i tecnici Ustra infatti anche quella in direzione nord potrebbe essere a rischio crollo, tanto che da settimana prossima verrà passata al setaccio. “Stiamo organizzando dei rilievi con i georadar. Per ora abbiamo fatto diversi fori nelle pareti della galleria, per permettere all'acqua di sfogarsi senza creare ulteriori zone di pressione”
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Romano Bianchi
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