
L'inchiesta sugli scandali della sanità milanese si allarga al Ticino. In particolare Pierangelo Daccò, già condannato per il crack finanziario del San Raffaele, è indagato per riciclaggio. Infatti si fa largo l'ipotesi che sarebbero transitati attraverso due fiduciari svizzeri i soldi destinati a crare dei fondi in nero per poi corrompere. Il Procuratore pubblico Raffaella Rigamonti ha avviato la procedura nei confronti di Daccò e di altre tre persone. Al centro dell'inchiesta alcune società tra le quali la Norconsulting con i conti gestiti dai due fiduciari. Lo scopo era quello di creare una "provvista" di una settantina di milioni di euro in nero. I fondi in questione sarebbe stati distratti dall'Ospedale San Raffaele e dalla Fondazione Maueri. In questo filone d'inchiesta è coinvolto anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, assieme ad altri politici. Daccò sarà sentito dai magistrati svizzeri presso il tribunale di Milano alla presenza del magistrato italiano Laura Marcondelli.
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