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Ticino
San Provino guarda giù... Si è aperta la sagra
Redazione
17 anni fa
Un tempo, alla tradizionale sagra di Agno si ballava. Quelli più grandicelli dichiaravano il proprio amore. Ma sopratutto si vendeva il bestiame

Era la prima sagra dopo la stagione invernale, la più importante di tutto il Ticino. Attesa da tutti, grandi e piccini, ma soprattutto dai contadini che alla fiera portavano il bestiame in eccesso per venderlo o per barattarlo. Alla fiera di San Provino ad Agno questa mattina mancavano gli ultimi ritocchi per una festa che non vuole morire, anche se orami è cambiata parecchio. La Gioventù rurale luganese, che da circa 30 anni si occupa del capannone, ha le idee chiare: alla fiera di San Provino vogliamo promuovere i prodotti tipici della zona. Tre giorni all’insegna della tradizione contadina: Silvia Scheggia, presidente della Gioventù rurale luganese, è fiduciosa. La festa vive, tiene duro e sembra destinata a vivere ancora a lungo. “Durante l’anno mi fermano, mi chiedono quando sarà la fiera. Insomma, ho l’impressione che l’affezione per questa festa è ancora viva in gran parte della popolazione. A noi giovani il compito di portarla avanti. Di farla vivere, magari sotto un’altra forma, più attuale. L’appuntamento con la musica è per questa sera, a ritmo di bandelle e canti ticinesi. Si ballerà come lo si faceva un tempo. Magari, come vuole l’antica tradizione, i più grandicelli dichiareranno il loro amore durante un ballo. Oggi a San Provino il bestiame non lo si vede più. Lo si espone. Lo si fa vedere ai bambini e alle famiglie che lo guardano con gli occhi di chi vive in città. Dell’esposizione se ne occupa la Società agricola e forestiera del Luganese. Tra le griglie di ferro, a farla da padrone, ci sono le mucche. Da latte e da carne: le pezzate rosse, le nere, le brune, le scozzesi, le aubrac e altre ancora. Insomma, oggi è una sorta di mostra didattica per i bambini. Ma da’altronde cosa sarebbe la fiera di San Provino senza il bestiame? La tradizione cambia volto, si modella e si adatta. Cambia il suo senso e il suo messaggio: “Noi della Società agricola e forestale del Luganese, ci spiega Jean Claude Antonioli, siamo a San Provino per promuovere la nostra attività, sempre più dimenticata dalla popolazione. Le zone agricole sono in diminuzione. Sempre meno terra per i contadini. È un tema che dovrebbe far discutere di più. E quindi in questi tre gironi di festa, cogliamo l’occasione per parlarne un pochino”. [email protected]

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