
Un raduno che da anni è diventato ormai una tradizione per molti fedeli del nostro Cantone. Stiamo parlando della messa sul passo del San Gottardo, che quest'anno è stata celebrata per la prima volta dal vescovo ad interim Alain de Raemy. Un evento in alta quota che anche quest'anno ha attirato numerosi visitatori, circa 1'500, che si sono radunati sul piazzale del Forte Vecchio. Tra questi ci sono anche numerosi 'habitués'. "Anche se piove veniamo lo stesso", ci ha confidato un’assidua frequentatrice. Ma questa volta, fortunatamente, il meteo è stato clemente.
Pregare per tutta la Svizzera
La folta partecipazione ha sorpreso in positivo anche l’amministratore apostolico. "Ci solleviamo verso Dio a vicenda. È un piacere esserci spostati fino a qui per vivere qualcosa insieme e pregare per tutta la Svizzera”, ha dichiarato Alain de Raemy a Ticinonews. Una Svizzera, ha aggiunto il vescovo ad interim, che deve mantenere le proprie peculiarità, come la libertà e la partecipazione. "La particolarità svizzera di avere il potere nel popolo sovrano deve rimanere. Per questo ci vuole però partecipazione. Se la gente non partecipa alle votazioni, manca qualcosa. Abbiamo la grande fortuna di essere coinvolti in tutte le decisioni”.
Un incarico svolto in pienezza
La presenza e la partecipazione dell’amministratore apostolico si è invece fatta sentire nel nostro Cantone. In questi 10 mesi ha girato in lungo e in largo il Ticino per portare avanti le iniziative e i progetti già avviati e imbastiti in precedenza. Se l’accoglienza dei fedeli è stata indubbiamente calorosa, in questi mesi è però stato evidente il confine insito nel suo statuto. “Nel mio statuto di vescovo provvisorio non posso cambiare le cose, è quindi un limite”. Un incarico di passaggio, quello di Alain de Raemy, che però non è vissuto come provvisorio, ma in pienezza. “Mi sento il cuore del pastore che si prende cura dei suoi fedeli. Mi porto con me questa vicinanza reciproca”.

