
“Quando l’ho vista mi batteva il cuore. Non è certo una cosa che capita tutti i giorni, di vedere una marmotta albina. Due poi”. A parlare è Mario Piazzini, di Bellinzona. E’ stato lui - come scrive il GdP - a fotografare la marmotta albina del San Gottardo. “Ma tengo a dire che il primo avvistamento - precisa - l’ha fatto la mia compagna, Monica Ponzio”. “Le foto - continua Piazzini - le ho scattate da circa 35 metri. Ed in certe immagini si vede che la marmotta mi guarda. Sono molto attente. E molto curiose. Due sono albine. E due sono brune”. “Un avvistamento del genere – ci dice ancora – non è di certo una cosa comune. Per vedere gli animali, in montagna, bisogna avere l’occhio allenato. E’ una passione che si coltiva nel tempo. E che può diventare un bellissimo passatempo: si osservano gli animali e al contempo si cammina. Rilassante e salutare”. “In quella zona - conclude Piazzini - ci sono marmotte, stambecchi, cervi e anche aquile. Ci tornerò di certo”. “E’ una rarità”, ci dice il capo dei guardiacaccia ticinesi Fabio Croce. “Una rarità fortunata – aggiunge – visto che quest’anno la caccia alla marmottà sarà vietata”. “Non è comunque il primo avvistamento del genere in Ticino. Una comunità di marmotte albine – prosegue – era già stata avvistata negli anni scorsi nella regione del Piora”. “Sono rare - conferma il capo dell’Ufficio caccia e pesca Giorgio Leoni - ma non godono di uno statuto particolare in ambito venatorio”. “In natura comunque - aggiunge - il fatto di non avere pigmentazione, le rende più soggette alla predazione. D’estate vengono viste più facilmente dai suoi predatori che sono soprattutto la volpe e l’aquila. E nella zona dell’alta Leventina c’è anche il lupo”. [email protected]
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