
In un'interrogazione inoltrata quest'oggi al Municipio di Biasca, il gruppo Unità a Sinistra chiede dove finirà il materiale di scavo che deriverebbe dalla costruzione di un secondo tunnel autostradale al San Gottardo.
Elio Rè, primo firmatario dell'interrogazione, si rifà a un'altra interrogazione, inoltrata dal consigliere comunale Mirko Locattelli, nella quale poneva domande sulle problematiche legate all'eventuale costruzione di una stazione di carico a Biasca. "Giusta e condivisbile richiesta di informazioni" commenta Rè, "che mi è sembrata unilaterale e incompleta anche perché considera un'unica eventulalità".
"Le informazioni in nostro possesso" precisa Rè, "sulla eventuale stazione di carico a Biasca (o a Bodio) sono alquanto confuse e spesso tendenziose. L’occupazione temporanea di 50/60'000 m quadrati di terreno potrebbe non essere necessaria in quanto non è ancora sicura la sua necessità". A complemento della precedente interrogazione, Rè chiede quindi ulteriori lumi al Municipio per approfondire la problematica.
"Biasca" puntualizza Rè nell'interrogazione, "volente o nolente, si trova sull’asse del Gottardo e difficilmente potrà chiamarsi fuori anche nell’eventualità della costruzione del secondo tunnel. In questo caso il Canton Ticino si troverebbe confrontato con il deposito di circa la metà del materiale di scavo sciolto e si parla di 3,8 milioni di metri cubi, corrispondenti a circa 6,3 milioni di tonnellate di materiale".
"Il Dipartimento dell’Ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni nella sua risposta all’atto parlamentare del Consigliere nazionale Tschümperlin Thomas indica in modo inequivocabile come luoghi di deponia la Buzza di Biasca, le cave di granito di Bodio e Pollegio e quale opzione il lago di Lugano (dove l’acqua è bassa) mentre per Airolo parla di diversi siti senza altre indicazioni. Naturalmente per il trasporto si utilizzeranno treni e nastri (per chi ci crede)".
Preoccupato per il probabile traffico di mezzi pesanti che un deposito alla Buzza o nella regione comporterebbe, ma anche delle ripercussioni ambientali future, Rè chiede quindi al Municipio: "Sono giunte in Municipio comunicazioni in tal senso da parte dell’Autorità federale? Sono stati informati i Patriziati della Regione? Come si intende (via ferrovia) trasportare il materiale eventualmente da Airolo alla Buzza? Quanti automezzi pesanti transiteranno sul territorio dalla stazione di Biasca alle discariche? Qual è la posizione del Cantone, considerata la penuria di deponie per inerti anche per le esigenze cantonali?"
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