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Ticino
San Gottardo: batti e ribatti tra i due portali
Redazione
13 anni fa
Mentre Uri tenta di frenare il raddoppio, il Ticino rilancia scrivendo a tutti i governi cantonali: "Non è un lusso e non ci sono alternative"

Uri frena, il Ticino spinge. Ai due portali del tunnel del San Gottardo le opinioni sul raddoppio divergono.Il governo urano, settimana scorsa, ha ribadito la sua opposizione alla costruzione di una seconda galleria al San Gottardo durante i lavori di risanamento di quella esistente. Ha tuttavia formulato delle richieste nel caso in cui la seconda canna fosse comunque realizzata, come propone il Consiglio federale. Altdorf esige che il traffico di transito sia limitato a 1'000 veicoli per ora e direzione e che il numero dei mezzi pesanti non superi i 3000 camion al giorno. Il governo urano esige pure che il limite dei transiti su una corsia di marcia per direzione sia ancorato in modo inequivocabile nella legge e garantito da un accordo tra la Svizzera e l'Unione europea. Inoltre, l'ampliamento del corridoio a quattro metri sull'asse ferroviario del San Gottardo dovrà essere ultimato prima dell'inizio del risanamento. Oggi, invece, il Consiglio di Stato ticinese ha inviato una lettera a tutti i Cantoni, invitandoli a sostenere il progetto di risanamento della galleria autostradale del San Gottardo proposto dal Consiglio federale, attualmente in consultazione. Nella sua missiva, inviata a tutti i governi cantonali, il Consiglio di Stato ricorda le principali ragioni a sostegno di questa proposta."La realizzazione di un tubo supplementare, senza aumento della capacità, nell’ambito di lavori di risanamento non è una misura eccezionale" sostiene il Governo ticinese. "Ad esempio, per il risanamento del tunnel del Belchen (che collega i Cantoni di Basilea Campagna e Soletta sull’A2), il Consiglio federale ha infatti deciso, sulla base di criteri tecnici, la costruzione di un terzo tubo." "La costruzione di un secondo tubo non rappresenta un lusso" prosegue il Governo, "visto che miglioramenti in materia di sicurezza e affidabilità del collegamento stradale dovrebbero costituire delle evidenze per la rete delle strade nazionali. I costi per questi miglioramenti sono contenuti: benché sia necessario considerare le cifre con una certa prudenza, i costi supplementari stimati tra i 625 e gli 854 milioni (da 16 a 21 milioni annui su un periodo d’ammortamento di 40 anni, o da 1 a 1,3 milioni per chilometro all’anno) non devono temere il confronto con altre opere di risanamento simili lungo la rete delle strade nazionali." "Le varianti alternative alla costruzione del secondo tubo comportano dei rischi e sono insostenibili dal punto di vista della politica finanziaria, regionale e dei trasporti" afferma ancora il Consiglio di Stato. "In caso di rifiuto della proposta del Consiglio federale da parte del Parlamento o del popolo, le soluzioni alternative comportano una chiusura prolungata dell’attuale galleria e il trasferimento del traffico passeggeri e merci sulla rotaia (rispettivamente tra Airolo e Göschenen, nonché tra Biasca ed Erstfeld lungo la nuova galleria di base del San Gottardo). Questa soluzione è lesiva e rischiosa per la gestione del traffico e presenta altresì numerosi inconvenienti per ciò che concerne la logica della politica dei trasporti, gli aspetti finanziari e di politica regionale.""Il collegamento stradale del San Gottardo ha un importanza capitale per la coesione nazionale, esso rappresenta infatti l’unica via stradale sicura tra il Ticino e il resto della Svizzera. Una sua eventuale chiusura prolungata avrebbe delle ripercussioni dirette sul quotidiano di molti nostri concittadini, i quali si affidano al transito regolare nel tunnel del San Gottardo per questioni professionali, familiari, di studio, mediche o ancora per partecipare a eventi sportivi o culturali" conclude la missiva, firmata dal neopresidente del Consiglio di Stato, Paolo Beltraminelli.

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