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Ticino
San Giuseppe: hanno senso i negozi chiusi?
Redazione
17 anni fa
DISTI: 'Autogol'. UNIA: 'Nessuna necessità'. OCST: "DISTI maldestra". DFE: 'Nuove norme, trattative in corso' (AUDIO)

E' di nuovo scontrosulle aperture nei festivi. Uno scontro acuito dal fatto che siamo in pieno periodo di crisi economica. E di ricerca di soluzioni anticrisi. La DISTI, l’associazione dei distributori ticinesi, ha scritto oggi al Governo sulle pagine dei tre giornali ticinesi. L'annuncio, a tutta pagina, suona così: "I negozi ticinesi dovranno restare chiusi, anche se sarà un giorno festivo non parificato alla domenica. 200’000 consumatori che avrebbero potuto approfittarne per fare acquisti con calma, saranno costretti a corse supplementari negli altri giorni o, peggio, a recarsi nei negozi aperti fuori Cantone. Un autogol che il Ticino non può più permettersi". E poi arrivano le critiche. "Che senso hanno - si legge - le costose misure per stimolare i consumi in Ticino se poi si chiudono i negozi?". Le reazioni non sono mancate.Lorenzo Emma: 'Un giorno di lavoro in più creerebbe 40 posti di lavoro'"Non concedendo l'autorizzazione di aprire i negozi durante questi giorni festivi - aggiunge il membro della DISTI e direttore di Migros Ticino Lorenzo Emma - in realtà sprechiamo un'occasione importante per assicurare posti di lavoro e addirittura crearne di nuovi". "Noi abbiamo valutato internamente che un giorno di lavoro in più per il commercio in Ticino equivale a creare circa 40 posti di lavoro".Enrico Borelli: "Non c'è la necessità" "Ci sembra chiaro che non esiste una necessità economica di andare in questa direzione", ci dice il sindacalista di UNIA Enrico Borelli. "Questo perché i grandi gruppi del commercio al dettaglio presentano dei risultati oltremodo positivi. Proprio in questi giorni si stanno presentando i risultati del 2008. E per tanti gruppi sono da record. Nell'attuale situazione non riteniamo che l'apertura dei negozi durante la festività di San Giuseppe sia un tema che possa preoccupare la popolazione ticinese. "Oggi - aggiunge Borelli - la popolazione è preoccupata dall'emergenza sociale a cui siamo confrontati. Dunque da ben altre questioni rispetto all'apertura dei negozi a San Giuseppe. Si può pensare per esempio alla difesa del potere d'acquisto, dell'occupazione e del nostro sistema pensionistico".Alberto Ménasche: "Borelli sbaglia" "Borelli sbaglia", ci dice il presidente della Federcommercio Alberto Ménasche. "La difesa dei posti di lavoro passa anche dalle aperture durante i giorni festivi". "E comunque - conclude - ci sono grandi magazzini che resistono alla crisi, ma ci sono pure piccoli negozi che fanno molta fatica".OCST: "Maldestra presa di posizione della DISTI"

L'organizzazione Cristiano Sociale Ticinese (OCST) trova "estremamente scorretta e del tutto fuori posto la lettera aperta che la DISTI ha fatto pubblicare in data odierna sui quotidiani ticinesi". Per l'OCST "visto il buon andamento del commercio, tale presa di posizione denota rozza supponenza e scarso rispetto del personale di vendita e dei partner sindacali che lo rappresentano". E si tratta "di un’ingenua, quanto inutile, forzatura politica che rischia di incrinare i rapporti tra partner sociali, in un momento nel quale sono state aperte delle trattative per trovare soluzioni alle esigenze del commercio, ma nel pieno rispetto dei diritti contrattuali del personale di vendita che spesso sono calpestati anche da aziende che fanno parte della DISTI".DFE: 'Nuove norme, trattative in corso'E in serata sulla questione ha preso posizione anche il Dipartimento finanze ed economia (DFE). "Dal 1934 il giorno di San Giuseppe è considerato festivo in Ticino. Questo al contrario degli altri Cantoni svizzeri dove questa giornata è considerata lavorativa. In base alla legge cantonale sul lavoro nei giorni festivi i negozi devono rimanere chiusi così come avviene di domenica".

"Trattandosi pertanto di concedere una deroga al divieto sanci

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