
Non si placa la polemica sull’istituto per anziani San Carlo di Locarno, finito nella bufera per gravi episodi di mobbing avvenuti tra il personale, e di cui avrebbero risentito anche gli ospiti della casa.Stando a nostre informazioni la situazione “conflittuale” all’interno dell’istituto, venuta alla luce sulla stampa di recente, sarebbe stata nota al Municipio, o ad alcuni suoi membri, già dal 2014.
Stando ad alcune risoluzioni municipali dei mesi di giugno e ottobre di quell’anno, l’Esecutivo sarebbe stato informato dal direttore degli istituti e servizi sociali della città – silurato di recente – della situazione delicata e complessa che si era venuta a creare nella casa di cura.
Una situazione che il direttore avrebbe definito “fuori dai parametri” anche a causa del peggioramento dei risultati finanziari.
Il direttore avrebbe così richiesto un cambiamento sostanziale della gestione della casa, e un cambiamento metodologico e organizzativo del sistema di lavoro. Anche perché la situazione di sforzo per rientrare nella "normalità" finanziaria, creava situazioni conflittuali tra i dipendenti.
Una versione, questa, che striderebbe con quella resa nota dal Municipio ieri. L'Esecutivo, in una nota stampa ha ribadito di aver agito "in modo determinato" una volta che sul tavolo del capodicastero Ronnie Moretti e dell'Esecutivo, ossia il 19 novembre 2015, è giunta la lettera del Laboratorio di psicopatologia del lavoro, che segnalava un clima di lavoro compromesso. Questo anche in coordinazione con l'Ufficio cantonale anziani, correggendo "in tempi relativamente brevi" i problemi principali.
CF
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