
Non pare proprio destinata a placarsi la polemica sul caso San Carlo. A prendere posizione, in una lettera aperta pubblicata sulle colonne del Caffè, ci ha pensato l'ex direttore sanitario della casa per anziani di Locarno Gian Antonio Romano.
“Una brutta, bruttissima storia che non finisce qui! La partenza del direttor Stefano Hefti, da pochi mesi alla testa della casa anziani San Carlo di Locarno, prevedibile ma evitabile, non è certo un epilogo - scrive Romano - La presa di posizione del partito liberale, con qualche distinguo, non fa una grinza. Rimane una sola ed urgente soluzione: le dimissioni immediate, con il riconoscimento delle sue responsabilità, del capo dicastero Ronnie Moretti".
Secondo l'ex direttore sanitario, inoltre, ulteriori lumi sulla questione non ve ne saranno in quanto "tutto viene regolarmente e sistematicamente insabbiato".
"Inutili sono sempre stati i miei scritti e i pochissimi colloqui avuti con il capo dicastero Moretti (…) In qualità di direttore sanitario non sono mai stato consultato per la scelta e la nomina di nessun quadro", tuona Romano, che non risparmia stoccate neppure a chi si è succeduto ala direzione dell'istituto. “Mordasini e Margagni, erano sì partiti con buone intenzioni, ma hanno poi gestito la struttura in maniera troppo verticistica e autoritaria. È seguito un interinato di pochi mesi con il direttor Fabbri e la sua capo cure Minacore, prestati da una casa per anziani di Ascona. Minacore, con atteggiamenti piuttosto arroganti, ha imposto una sua interpretazione del Rai, lo strumento per la valutazione dell’anziano che, a seconda del "punteggio raggiunto", permette di stabilire, fra altro, il fabbisogno di personale".
Romano afferma di aver più volte segnalato al medico cantonale Giorgio Merlani e al capo dicastero Ronnie Moretti l’inadeguato utilizzo del Rai. "Rossi, nel frattempo subentrato a Fabbri come direttore ad interim, ha pensato bene di schierarsi dalla parte della capo cure negando l’evidenza della mia segnalazione”.
"L’Ufficio del medico cantonale ha però fatto partire un’indagine neutrale che dopo poche settimane ha confermato sostanzialmente ciò che avevo detto. Peccato che tale bozza di rapporto (ricevuta in copia dal capo dicastero, dal direttore Rossi e dal sottoscritto) sia stata bloccata e non abbia mai visto la veste definitiva".
In conclusione Romano rinnova la sua disponibilità per un colloquio costruttivo con il Municipio.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

