
Il Municipio di Locarno fornisce maggiori dettagli sulla vicenda dell'istituto San Carlo, finito nella bufera per gravi episodi di mobbing.
L'Esecutivo, ricordiamo, aveva dato mandato a una ditta esterna per capire la situazione all'interno della casa anziani. I risultati dell'audit non sono stati resi pubblici dal Municipio "nel rispetto delle persone coinvolte e per garantire l'operatività dell'Istituto".
Ma ora, dopo la "fuga di notizie" odierne, l'Esecutivo precisa: "L'audit ha evidenziato che il degrado del clima di lavoro all'interno dell'Istituto, acuitosi nel corso dell'estate del 2015, è legato a molteplici fattori, in parte ereditati dal passato. Purtroppo l'impostazione organizzativa che prevedeva una direzione unica per il Dicastero e la casa anziani non ha dato i risultati auspicati"
Per quanto riguarda i tempi di reazione, il Municipio ribadisce che ha agito "in modo determinato" una volta che sul tavolo del capodicastero Ronnie Moretti e dell'Esecutivo, ossia il 19 novembre 2015, è giunta la lettera del Laboratorio di psicopatologia del lavoro, che segnalava un clima di lavoro compromesso. Questo anche in coordinazione con l'Ufficio cantonale anziani, correggendo "in tempi relativamente brevi" i problemi principali.
"La dimostrazione dell’efficacia di questa reazione è data dal miglioramento del clima di lavoro nel frattempo intervenuto, aspetto constatato anche dai sindacati" sottolinea l'Esecutivo. "Il Municipio è convinto dell’efficacia delle misure adottate volte ad imprimere un nuovo corso alla struttura, come pure confida nella responsabilità e capacità di ogni singolo dipendente e dei quadri dirigenti della struttura che, costantemente, compiono al meglio il proprio lavoro per il benessere dei nostri ospiti".
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