
Il Municipio di Locarno ha recentemente risposto a un'interrogazione inoltrata il 26 febbraio scorso dal consigliere comunale leghista Aaron D'Errico riguardo il caso dei due frontalieri capi reparto attivi presso la casa anziani S. Carlo e "privi di diploma DAS".
Prima di entrare nel merito delle domande, l'Esecutivo ha sottolineato che nel settore socio-sanitario si è denunciato in Svizzera una carenza del personale infermieristico pari a 10mila unità. In Canton Ticino l'occupazione estera si avvicina al 50% degli operatori attivi nel pubblico e nel privato. Operatori che "non è possibile sostituire con il personale residente perché non è effettivamente disponibile".
Il Municipio ha spiegato che alla scadenza del concorso citato da D'Errico, avevano partecipato 8 candidati, di cui due di nazionalità svizzera. Il primo è stato assunto, mentre il secondo, viste le referenze negative, è stato scartato. Il candidato frontaliere assunto "ha conseguito un buon punteggio superiore agli altri candidati". Il capo cure, che secondo D'Errico è amico del candidato, "non era presente al colloquio" precisa l'Esecutivo. "Il candidato ha dato la propria disponibilità a svolgere il DAS in gestione sanitaria e non ha escluso un trasferimento nel nostro Cantone".
Anche il secondo collaboratore frontaliere, citato nell'interrogazione di D'Errico e già attivo nella struttura, ha confermato la propria disponibilità a completare la formazione. Il passaggio a responsabile di reparto "è stato fatto nell'ottica di sviluppo del personale" e le due persone citate "sono degne di fiducia".
Come detto il capo reparto frontaliere neo assunto si è impegnato a conseguire il DAS, grazie anche al rimborso di costi di formazione previsto dal comune. Anche per le formazioni del San Carlo "vale la regola del recupero delle spese in caso di scioglimento del rapporto di lavoro prima della scadenza di cinque anni dalla fine del corso" precisa l'Esecutivo.
Il Municipio infine respinge la tesi secondo cui personale residente della struttura verrebbe scavalcato "da perfetti sconosciuti senza requisiti o amici degli amici". Nei casi citati da D'Errico "lo sviluppo del personale interno non aveva portato i frutti sperati e la situazione può aver causato insoddisfazione". L'Esecutivo ha confermato che sta individuando persone motivate e competenti e senza discriminazioni.
Pure smentita la tesi secondo cui due cape reparto, che avrebbero chiesto di interrompere temporaneamente la formazione alla Supsi, sarebbero state sollevate dai rispettivi incarichi a causa di queste decisioni. "Le persone citate", si legge sempre nella risposta, "non hanno infatti superato la formazione".
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