
Uscire di casa per una semplice nuotata e ritrovarsi a soccorrere una persona che sta annegando. È quanto successo a Cinzia Piotti, cittadina 53enne residente a Viganello, che il 25 maggio del 2022 ha salvato dall’annegamento nel Ceresio un giovane ragazzo brasiliano. “Il destino ha voluto che fossi lì, alla Foce, in quel momento”, ci racconta Cinzia. “Avevo già finito di nuotare, ma siccome c’era poca gente, ho pensato di fare ancora per tre volte il tragitto dalla boa alla riva”. A un certo punto “ho notato che un ragazzo si era tuffato e si stava dirigendo verso la boa. Uscita dall’acqua, mi sono girata per controllare e l’ho visto andare giù. A quel punto ho pensato: devo almeno provare ad aiutarlo”. Raggiunto il punto in cui si trovava il giovane “l’ho afferrato per le ascelle per aiutarlo a stare a galla. Aveva bevuto un po' d'acqua, ma solo un po’. Ho continuato a ripetergli di non agitarsi e di stare tranquillo. Gli parlavo in inglese, perché mi sono resa conto che non capiva l’italiano”.
Una storia a lieto fine
Cinzia è poi riuscita a portare il ragazzo a riva e a farlo sdraiare, girato su un fianco, su un asciugamano. “È stato un grande sforzo. Lui non riusciva assolutamente a nuotare, era come bloccato. Mi ha confidato in seguito che era la prima volta che entrava nell’acqua dolce e questo doveva averlo tradito”. Sul posto sono poi giunte la polizia e un’ambulanza, che ha trasportato il giovane all’ospedale. “Fortunatamente si è risolto tutto per il meglio e questa disavventura non ha avuto conseguenze. Ho rincontrato lui e la sua ragazza qualche giorno dopo e mi hanno ringraziata. È stato emozionante, ma dal mio punto di vista, ho fatto qualcosa di normale. Come puoi non agire quando vedi una persona in difficoltà? Siamo noi, con le nostre azioni, a dare un senso alla vita”.
Il riconoscimento
Ma l’avventura di Cinzia non è finita così: il suo gesto è stato infatti segnalato dalla polizia alla Fondazione Carnegie, che ogni anno premia le persone che si distinguono per atti di soccorso con la menzione di salvatori di vite umane. Successivamente “ho ricevuto una lettera che mi informava del riconoscimento ricevuto e mi invitava ad andare a Berna per la cerimonia di consegna ufficiale. Io non penso che ciò che ho fatto meriti premi particolari, ma se diffondere queste storie può essere di incoraggiamento, soprattutto per i giovani, ben venga”. Venerdì scorso Cinzia, accompagnata dalla figlia, è dunque partita alla volta della capitale. “L’evento si è svolto in un hotel alla presenza della consigliera nazionale Edith Graf-Litscher. Assieme a me c’erano altre otto persone; ognuno ha ricevuto una medaglia con il proprio nome e un diploma”. Terminata la cerimonia “ci hanno offerto il pranzo e ne abbiamo approfittato per chiacchierare tra di noi e scambiarci delle impressioni. È stata, nell’insieme, un’esperienza davvero interessante”.

