
Riceviamo e pubblichiamo la seguente iniziativa parlamentare di Nicola Pini (Plr) e cofirmatari
Con la presente iniziativa parlamentare elaborata proponiamo che la Legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare venga modificata come segue:Numero di allievi per sezioneArt. 161 Le sezioni di scuola dell’infanzia non possono contare meno di 13 né più di 25.2 In casi particolari, su istanza del Municipio, il Dipartimento può consentire deroghe al criterio del cpv. 1.3 I criteri per la definizione del numero delle sezioni e delle eccezioni per ogni sede sono stabiliti dal Regolamento, tenendo particolarmente conto delle caratteristiche socioculturali degli allievi, del contesto socioeconomico e della morfologia territoriale della regione.Numero di allievi per sezioneArt. 241 Le sezioni di scuola elementare non possono contare meno di 13 né più di 25.2 In casi particolari, su istanza del Municipio, il Dipartimento può consentire deroghe al criterio del cpv. 1.3 I criteri per la definizione del numero delle sezioni e delle eccezioni per ogni sede sono stabiliti dal Regolamento, tenendo particolarmente conto delle caratteristiche socioculturali degli allievi, del contesto socioeconomico e della morfologia territoriale della regione.4 Il Regolamento stabilisce effettivi differenziati per le monoclassi e le pluriclassi.Tale modifica – da prevedere sia per la scuola dell’infanzia (art. 16) che per la scuola elementare (art. 24) – intende inserire un secondo e importante criterio, quello territoriale e socioeconomico, per definire le eccezioni del numero minimo necessario a fissare una sezione scolastica. L’intento è di permettere – ma anche di sensibilizzare in questo senso il Consiglio di Stato – in particolare alle regioni periferiche di mantenere un importante servizio di base, vale a dire la scuola dell’infanzia e la scuola elementare. Senza tale servizio, arduo se non impossibile è e sarà il raggiungimento dell’obiettivo di contrastare lo spopolamento delle nostre valli; obiettivo perseguito da importanti e lungimiranti politiche pubbliche cantonali e federali.La scuola dell'infanzia (SI) come quella elementare (SE) sono due pilastri fondamentali per una comunità. Punti di riferimento irrinunciabili per chi abita in una regione, soprattutto se discosta. Le regioni periferiche, con la legge attuale, si trovano spesso costrette a chiuderle a causa dell'insufficienza di allievi rispetto a quanto stabilito dalla legge. In alcun modo un numero più ridotto di allievi comporta un peggioramento dell'efficacia didattica di questi istituti; si pone semmai la questione economica di dover finanziare scuole rispetto alle quali si potrebbe risparmiare con la chiusura definitiva. Ma un tale risparmio non può essere compreso da chi tenta in tutti i modi di far persistere un tessuto sociale e un'offerta di servizi basilari anche nelle regioni più discoste, e che rischia di invalidare qualsiasi altro tentativo di rilanciare le regioni periferiche.Quest’ultime negli ultimi anni non sono rimaste, dal canto loro, ferme e passive: dai cantieri delle aggregazioni ai progetti di sviluppo (in particolare i masterplan), le valli si impegnano a rilanciarsi e conquistare una maggiore autonomia, tanto decisionale quanto finanziaria. In questo senso, la modifica legislativa proposta concede alle zone periferiche un maggior margine di manovra per continuare a offrire due fra i più importanti vettori di socializzazione: la scuola dell’infanzia e la scuola elementare.Si tratta, inoltre, di una modifica coerente con la Riforma Ticino 2020 e le proposte formulate dalla Direzione di progetto, che – per quel che ci interessa – intendono allentare le disposizioni cantonali sul numero minimo e massimo di allievi. La scuola dell'infanzia e la scuola elementare rappresentano un elemento di vitalità senza il quale una regione sembra davvero destinata a morte certa dal profilo culturale e comunitario. L'auspicio è dunque che la sensibilità verso questo aspetto possa essere largamente condivisa, in modo da offrire un elemento di sbarramento alla tendenza allospopolamento delle periferie e di speranza verso un futuro in cui si possa finalmente intravedere un'inversione di tendenza favorevole a uno sviluppo di tutto il Cantone.Nicola Pini e Giacomo GarzoliSebastiano Gaffuri – Franco Celio – Walter Gianora
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