Cerca e trova immobili
Ticino
'Salviamo la BSI'
Redazione
14 anni fa
I capigruppo di Lega, PLR, PPD, PS e Verdi hanno inoltrato un'interpellanza al Governo sul futuro della banca

La Banca della Svizzera Italiana sarà venduta. Questo quanto deciso dalle Assicurazioni Generali, che ne è la proprietaria. In questi ultimi tempi si sono sussegguite le voci sui possibili acquirenti. In un primo tempo si è parlato di Julius Baer. Ma l'affare è sfumato.Poi si è parlato della ginevrina Union Bancaire Privé e anche di possibili acquirenti cinesi. La preoccupazione principale è che l'acquirente decida di ridimensionare la banca, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro. Attualmente sono circa mille gli impiegati dell'istituto di credito.I capigruppo di Lega, PLRT, PPD, PS e Verdi hanno quindi inviato un'interpellanza al Governo chiedendo in che modo intende interessarsi della vicenda, salvaguardando gli interessi del Ticino. Ecco il testo dell'interpellanza: "Come ben sappiamo il mondo bancario è enormemente sotto pressione e le prospettive sono tutt’altro che rosee. Innumerevoli posti di lavoro sono a rischio. Sulla piazza ticinese esistono realtà ben radicate, che oggi potrebbero essere minacciate, una su tutte la BSI, la Banca della Svizzera italiana. È bene ricordare come la BSI, non solo porti il nome del nostro paese, ma è anche la banca ticinese più” vecchia”, essendo nata a Lugano nel 1873. È pure un datore di lavoro di primaria importanza. Attualmente impiega 2000 persone di cui quasi mille a Lugano!".Si continua con: "Ebbene già da qualche tempo l’istituto è “sul mercato” e le voci di possibili acquirenti sia svizzeri che esteri si susseguono. Riteniamo necessario attivarsi immediatamente e fare tutto il possibile affinché la BSI rimanga in “mani ticinesi”. Non si tratta tanto di salvare un istituto storico, ma si tratta di difendere posti di lavoro e competenze nel nostro Cantone. Infatti, con ogni probabilità, un qualsiasi acquirente “non indigeno”, opererebbe una profonda ristrutturazione con perdite di competenze e altri tagli del personale; quindi altri ticinesi in disoccupazione e poi, magari, anche in assistenza. Gli esempi al riguardo sono molteplici. Di fatto quindi c’è un patrimonio cantonale che deve essere salvato!".Inoltre: "Tanto più che la BSI è comunque un oggetto interessante, non certo un’azienda in rovina: lo scorso anno ha generato un utile lordo di 165 milioni di franchi e netto 60 milioni di franchi, che quest’anno potrebbe arrivare a 80. Ricordiamo pure che dispone di un patrimonio immobiliare di circa 300 milioni! Da ultimo, facciamo rilevare, come i ricavi della BSI vengano generati quasi tutti nel nostro Paese. Infatti i ricavi (interessi e commissioni) provengono per l’80% dalla Svizzera. Stesso discorso per i patrimoni, e i collaboratori che sono in Svizzera nella misura del 75%!".Ecco quindi le domande puntuali al Consiglio di Stato: "Fatta questa doverosa premessa, chiediamo al Lodevole Consiglio di Stato: È cosciente del valore e dell’importanza strategica della BSI per il nostro Cantone? Si è attivato o intende attivarsi a salvaguardia dell’importanza strategica di BSI ? Per esempio sensibilizzando su questo tema l’azionista di BSI (Generali Assicurazioni di Trieste), il suo Consiglio di Amministrazione, la FINMA (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari) e gli ambienti economici cantonali".Si continua con: "Con che modalità e tempistica ? Ritiene che l’acquisizione della BSI sia un’operazione interessante sotto il profilo finanziario, dell’ economia ticinese e della sua piazza finanziaria, e del mantenimento e sviluppo di competenze nel nostro Cantone ? Ha valutato l’ipotesi di finanziare l’acquisto della BSI emettendo un prestito obbligazionario, considerato l’attuale bassissimo costo del denaro? Intende coinvolgere la Banca dello Stato, i Comuni, le Casse pensioni e altri Enti pubblici nell’operazione ? Con che modalità e tempistica?".Attilio Bignasca, Christian Vitta, Fiorenzo Dadò, Pelin Kandemir Bordoli, Francesco Maggi

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata