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Ticino
"Salviamo gli uffici postali"
Redazione
11 anni fa
Marina Carobbio porterà la problematica alle Camere Federali a giugno. "Vogliamo trasparenza e insistere sul mandato pubblico del gigante giallo"

Diversi uffici postali in Ticino, fra cui ultimi in ordine di tempo quelli di Mendrisio e Chiasso, stanno chiudendo, o meglio stanno modificando la propria forma in agenzie postali, oppure ancora cambiando gli orari, come successo a Lugano.

Un tema che non lascia indifferenti i cittadini, che si sono prodigati in raccolte di firme, che al momento non paiono aver sortito effetto.

La Consigliera Nazionale del PS Marina Carobbio, sul suo profilo Facebook, si è detta sensibile e attenta in merito. “Le chiusure degli uffici postali si moltiplicano in Ticino, come nel resto della Svizzera. Queste chiusure non sono giustificate e non rispondono al mandato di servizio pubblico che la Posta deve garantire. Ecco perché sostengo con convinzione le petizioni in corso in numerosi comuni e in altre parti della Svizzera. Inoltre la scorsa settimana mi sono incontrata con altri deputati di diversi cantoni per preparare delle proposte concrete che depositeremo durante la sessione delle Camere federali di giugno”, ha scritto in mattinata.

L’abbiamo raggiunta per sapere in che cosa consisteranno le proposte menzionate.

“Ovviamente non posso scendere nello specifico, dato che saranno depositate a giugno, ma ci concentreremo sul fatto che è un problema che non tocca solo il Ticino, bensì anche Cantoni come per esempio Friborgo, Vallese, Neuchâtel e Zurigo”, spiega Marina Carobbio.

Il PS si era già mosso su questo argomento.

“Sì, ponendo domande al Consiglio Federale. Ora faremo un passo in più: non ci limiteremo a chiedere informazioni e proporremo idee concrete. Ritengo che sia un tema che riguarda il servizio pubblico, e non si sa quanto effettivamente, trasformando gli uffici postali in agenzie postali, si risparmia. Non si ha un reale calcolo costi-benefici e ci muoveremo prima di tutto su questo, chiedendo trasparenza.”

Oltre a cercare dati concreti, cosa farete?

“La Posta deve farsi garante di un servizio pubblico, insisteremo su questo punto. Le chiusure si succedono uguali in tutti i cantoni, non più solo nelle zone periferiche, ma anche in comuni di media grandezza: questo porta a qualcosa? Il cambiamento del mercato totale giustifica queste modifiche?”

A parte le petizioni dei cittadini, non si è parlato molto del tema.

“Le firme raccolte sono state molte, non so mediaticamente come sia stato seguito il caso, ma probabilmente ha prevalso il sentimento che fossero decisioni già prese. Ha senso ad ogni modo unirsi, tutti i comuni con le loro petizioni e con proposte concrete, se le azioni singole non sono servite a molto. Si deve contattare chi vive questa problematica.

Parlo di un’unione anche di partiti, non devono essere solo i socialisti ad agire, nell’interesse di tutti.”

Pensate di parlare direttamente con le Poste?

“Sì, vorremmo allargare il discorso ed avere, come parlamentari, un incontro coi vertici delle Poste.”

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