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Ticino
Salvata dal cellulare regalato dal 26enne
Redazione
13 anni fa
Rapimento della 12.enne del Bresciano, ieri le prime parziali ammissioni. Il 26enne l'aveva incontrata più volte

A Isorella in molti sapevano di quell’ambigua relazione con il 26.enne ticinese. Lo sapevano i compagni di scuola con i quali la bambina 12.enne si era confidata, raccontando del nuovo amico svizzero conosciuto su una chat. Lo sapeva la direzione che aveva segnalato il fatto ai genitori dopo che l'alunna aveva salato alcune lezioni.

A Isorella, in molti sapevano perché il 26.enne - residente in Malcantone arrestato mercoledì a Figino con l’accusa di rapimento e sequestro di persona - nei mesi precedenti era stato avvistato in più occasioni in compagnia della bimba. Il paese è piccolo, si sa, e la gente mormora.

I compagni di scuola soprattutto sapevano del regalo che il 26.enne le aveva offerto: un iPhone nuovo fiammante, lo stesso cellulare sul quale è stata raggiunta dai carabinieri di Desenzano, mercoledì dopo che i genitori hanno denunciato la scomparsa della figlia. Cellulare che ha permesso di fare scattare le manette ai polsi del ticinese, dopo una lunga trafila di intelligence tra l’Italia e la Svizzera coordinata dal centro di cooperazione di polizia e doganale di Chiasso.

Intanto l’indagine della procuratrice pubblica Marisa Alfier prosegue su più fronti. Ieri il 26.enne ha ammesso parzialmente i fatti, sostenendo tuttavia di aver voluto aiutare la ragazza la quale gli avrebbe confidato i propri disagi. Versione ora al vaglio della Magistratura che da noi contattata smentisce la notizia un precedente specifico risalente al 2008.

Gli interrogatori riprenderanno lunedì, anche per accertare un eventuale coinvolgimento di terze persone.

fp

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