
L'uscita del presidente della direzione di Swiss Thomas Klühr, che ha messo in discussione il collegamento aereo fra Lugano e Zurigo, soffia su un fuoco sempre caldo, visto che il piano di rilancio dello scalo è fermo in commissione della gestione a Lugano. TeleTicino ha così tastato il polso ai capigruppo in Consiglio comunale.
"Spero che quelle del CEO di Swiss siano solo boutade estive" ha affermato Boris Bignasca (Lega). "L'ex compagnia di bandiera non può permettersi di abbandonare il Ticino: è in gioco la coesione nazionale".
Secondo Tiziano Galeazzi (UDC) il piano di rilancio va invece rivisto: "Dal punto di vista commerciale non regge più. Sarà probabilmente necessario concentrarsi sui servizi di general aviation".
Il PPD, per voce di Michel Tricarico, sottolinea come la preoccupazione va prima di tutto ai posti di lavoro. In secondo luogo, il Municipio dovrà chiarire le conseguenze sul piano di rilancio, perché il business plan ruota attorno alla tratta Lugano-Zurigo.
In casa socialista Simona Buri ritiene di averci visto giusto: "È uno scenario che avevamo ipotizzato e non sbagliavamo. Allo stato attuale e con i nuovi dubbi, l’aeroporto non ha senso di esistere".
Sulla stessa linea Nicola Schoenenberger (Verdi), convinto che Swiss stia solo tastando il terreno: "È probabile che la direzione strategica sia già decisa" ha dichiarato. "Per l’aeroporto sarebbe un colpo fatale, riteniamo che il Municipio debba valutare anche la possibilità di una dismissione".
Ma la sopresa arriva dai liberali: "Lugano e il Ticino devono fare quanto necessario per avere un aeroporto ma non a tutti i costi, si tratta infatti di non sperperare i soldi dei contribuenti" ha affermato Karin Valenzano Rossi.
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