Sanità
Salute e benessere: "È importante prendersi cura dei curanti"
Redazione
un mese fa
Il presidente dell'associazione DebriSI, Frédéric Lelais:«Ci siamo resi conto, a livello del personale sanitario, che chiunque abbia a che fare con un paziente - dai medici agli infermieri, fisioterapisti e farmacisti - oltre a curare il paziente ha bisogno di un po’ di attenzione per sé stesso, un po’ di benessere per sé stesso".

Si è tenuto a Mendrisio un convegno dell'associazione DebriSi dedicato alla salute degli operatori sanitari. Un tema, ad oggi, non discusso a sufficienza.

Il convegno

Ci prendiamo cura dei cittadini, ma chi si prende cura di noi? Questa è la perplessità degli operatori sanitari che oggi hanno partecipato a un convegno dedicato alla loro salute. Un tema non discusso a sufficienza e che tramite l’associazione DebriSI (Associazione Debriefer della Svizzera Italiana) si intende affrontare e normalizzare.

Il ruolo dell'associazione

Il presidente Frédéric Lelais, ai microfoni di Ticinonews, spiega gli obiettivi dell'Associazione: «L'Associazione dei Debriefer della Svizzera italiana si occupa fondamentalmente di tre pilastri. Da una parte abbiamo un sostegno psicosociale in caso di eventi traumatogeni, che avviene a distanza di una settimana/10 giorni dall'evento traumatogeno, dall'altra parte si occupa di formazione, come quella che abbiamo fatto oggi nell'ambito di questa giornata sulla salute dei curanti, poi si occupa dell’elaborazione del lutto con dei gruppi di autoaiuto». Lelais continua: «Ci siamo resi conto, a livello del personale sanitario, che chiunque abbia a che fare con un paziente - dai medici agli infermieri, fisioterapisti e farmacisti - oltre a curare il paziente ha bisogno di un po’ di attenzione per sé stesso, un po’ di benessere per sé stesso».

Workshop pratici

Oltre alla teoria, questa giornata serve anche per fare pratica. Tra i tanti workshop, uno è organizzato dalla compagnia teatrale UHT, nel quale i professionisti del settore sociosanitario si mettono alla prova. 

Farmacisti e infermieri: le professioni più in difficoltà

Le professioni più in difficoltà sono i farmacisti e gli infermieri. Tiffany Martin, psicologa FSP, spiega quali possono essere i possibili fattori che portano all'abbandono del lavoro: «c'è la mancanza di opportunità di sviluppo per i professionisti della salute, c'è un carico di lavoro troppo importante e c'è anche un equilibrio tra vita professionale e privata che non è abbastanza bilanciato». A confermare queste complessità è un questionario ideato proprio per sondare il benessere in questo settore. Martin ribadisce che: «Quello che abbiamo visto con il primo questionario è che più o meno il 20% dei professionisti della salute che ha partecipato, ha intenzione di abbandonare il posto nei prossimi mesi». A questo proposito Lelais sostiene che «bisognerebbe far qualcosa in modo tale che la gente ritrovi un benessere, un suo star bene, impari a curare sé stesso o saper curare se stesso. In modo tale da poter continuare a curare gli altri».