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Sanità
Saleggina, Martinetti: "Un ospedale che farà ordine nell'offerta"
Redazione
2 anni fa
Da ieri al Mercato Coperto di Giubiasco sono esposti i 29 progetti che hanno partecipato al concorso per il nuovo Ospedale Regionale del Sopraceneri a Bellinzona, che sorgerà nel comparto Saleggina. Un concorso vinto dal progetto “Il profumo dei tigli” e coordinato da Jachen Könz a cui abbiamo domandato cosa lo ha convinto del progetto vincitore. Sul posto abbiamo anche incontrato il direttore dell’EOC Glauco Martinetti, con il quale abbiamo approfondito il tema del nuovo ospedale.

Precedentemente a Ticinonews si è parlato dell’ospedale Regionale del Sopraceneri che grazie al progetto vincitore "Il profumo dei tigli" degli architetti Michele Arnaboldi e Michele Gaggini sorgerà nel comparto Saleggina di Bellinzona. L’idea base del progetto è la creazione di una struttura orientata al benessere dei pazienti e dei collaboratori, ma è importante che si inserisca nel territorio con il più basso impatto possibile sull’ambiente ponendo l’accento sulla sostenibilità economica e sociale. A Ticinonews ne abbiamo parlato con Jachen Könz, coordinatore del concorso dell’Ospedale Saleggina in merito al progetto vincente, e con Glauco Martinetti, direttore dell’EOC.

“Un ospedale di altissima complessità”

Könz ci ha spiegato che “abbiamo a che fare con un ospedale che è di altissima complessità, con un aspetto fondamentale: quello della flessibilità e della crescita, e su questi due aspetti è stato il progetto che meglio ha saputo rispondere”. Könz si è poi espresso sulle opportunità che questa soluzione architettonica garantisce. “Dà un’ottima soluzione per quello che è la prima tappa del progetto, in un corretto inserimento urbanistico. Questo progetto ha una sua compattezza”. Il coordinatore ha poi spiegato che uno dei punti forti “è la parte paesaggistica, che offre un’ottima possibilità di crescita non solo per la seconda tappa, ma anche per il futuro”. Alle domande se il numero di posti letto sia pari a quello nell’attuale San Giovanni, il coordinatore del concorso afferma che eventualmente c’è la possibilità di adattare le dimensioni. “Possono anche essere raddoppiate più o meno, l’aspetto della crescita è fondamentale in questo progetto”.

Nuove possibilità ai pazienti

Il nuovo ospedale offrirà quindi nuove possibilità ai pazienti del Bellinzonese, ma in generale di tutto il Sopraceneri. Ne è convinto il direttore dell’EOC Glauco Martinetti, il quale ha spiegato che “l’attuale situazione all’Ospedale San Giovanni è chiaramente abbastanza disordinata: abbiamo un ospedale che negli ultimi 80 anni è cresciuto in maniera logicamente disordinata, perché allora non era stato previsto questo aumento”. La Saleggina permetterà quindi di dare un “grande riordino a quell’offerta che oggi, in realtà, abbiamo sparpagliata su molti stabili a livello di San Giovanni. E questo è un primo punto: un riordino interno di quell’ospedale”. Il secondo punto riguarda invece un riordino più esterno: “ad oggi abbiamo attività come i laboratori e il patologico che sono dislocati addirittura in altri Comuni. Con il nuovo ospedale si potranno riavvicinare tutte queste offerte”.

Medesimo numero di posti letto, come mai?

Il progetto attuale prevede un numero di posti letto uguale a quello del San Giovanni. Questo perché “da un lato ci sono le indicazioni dei prossimi 15 anni, che mostrano un Canton Ticino che non crescerà demograficamente, ma che invecchierà. Dall’altro lato abbiamo però visto che l’utilizzo dell’ospedale è molto importante solo nell’ultimo anno di vita. Quindi, in realtà, non ci aspettiamo un utilizzo maggiore dell’ospedale dovuto semplicemente dall’invecchiamento della popolazione. Infine, c’è una tendenza che è quella di una medicina sempre più moderna e ambulatoriale, con un ricorso all’ospedale sempre minore”. Bilanciando questi fattori “non crediamo sia quindi necessario un aumento del numero di posti letto”.

Comparto Saleggina VS Comparto Officine

L’Ospedale, lo ricordiamo, sorgerà nel comparto Saleggina che oggi è un’area verde. Tuttavia, lo scorso anno l’Unione contadini aveva proposto l’edificazione dell’Ospedale nel comparto Officine. È stata considerata questa ipotesi? “Certamente, ma devo dire che con le attuali volumetrie la superfice delle ex Officine già oggi non è l’ideale. Soprattutto se si vuole mantenere quella che attualmente viene chiamata ‘la cattedrale’ a livello delle Officine”. Martinetti ha poi proseguito dicendo che dobbiamo pensare che “è proprio grazie a questo cambiamento della medicina che si vuole sempre meno degente e sempre più ambulatoriale, e ci sarà quindi un grande flusso di pazienti in questo nuovo ospedale. Oggi al San Giovanni si contano circa 2-2'500 passaggi giornalieri, tenendo conto – oltre che dei pazienti – anche del personale, dei visitatori e dei fornitori”. Il nuovo ospedale vedrà invece quasi 4'000 transiti giornalieri, “proprio per via del cambio della medicina. Quindi un inserimento nel centro città vorrebbe dire portare ulteriori 4mila transiti in pieno centro”. Infine, c’è la questione del sorvolo con gli elicotteri. “Noi vediamo che l’utilizzo dell’elicottero per le urgenze è sempre più diffuso: non solo per il recupero in zone impervie, ma anche per il trasporto da un ospedale all’altro”. Sorvolare il centro abitato di Bellinzona e andare a decollare e atterrare più volte al giorno “arrecherebbe troppo disturbo. L’entrata che viene fatta sul fiume Ticino, con l’atterraggio direttamente nelle adiacenze dell’ospedale permette un disturbo estremamente ridotto per i cittadini”.

Quando si aprirà?

Ma per quando è quindi prevista l’apertura di questo nuovo ospedale? “Domanda non facile da porre in Ticino, in particolare a causa dei ricorsi”, dice ridendo Martinetti. “Penso che potremmo arrivare ad aprire nel 2035, mi sembra una buona data, anche tenendo conto del discorso pianificatorio, di dettaglio e di costruzione. Quindi penso che riuscire ad arrivare al trasloco totale nel 2035 possa essere una bella soluzione”, ha concluso il direttore.