
Il Ticino si avvicina a una svolta sul salario minimo. Questa mattina è stato svelato il controprogetto elaborato per rispondere all’iniziativa «Per un salario minimo sociale», come riporta il Corriere del Ticino. Il testo delinea un aumento progressivo e nuove regole per le aziende.
Ecco i 5 punti chiave della bozza d'accordo
1. Aumento a tappe verso i 22 franchi: L’attuale soglia di 20.50 fr./ora salirà progressivamente. Dal 2027 si passerà a 21 franchi, dal 2028 a 21.50 e dal 1° gennaio 2029 si raggiungerà la forchetta finale tra 21.75 e 22.25 franchi (circa 4.004 franchi mensili).
2. Stop all'inflazione fino al 2030: Per garantire stabilità alle imprese, l'adeguamento automatico al carovita scatterà solo dal 2030. Fino ad allora, la tabella di marcia resterà fissa.
3. Benefit nel calcolo: Nel computo del salario minimo rientreranno anche i vantaggi accessori riconosciuti come salario dall'AVS (ad esempio l'uso privato del cellulare aziendale). Esclusi invece i benefit facoltativi come il parcheggio.
4. Primato della legge sui contratti (CCL): Dal 2030 il salario minimo legale prevarrà su tutti i contratti collettivi. È previsto un periodo transitorio di 3 anni solo per i contratti già esistenti (aziendali o cantonali) per permettere l'adeguamento senza scossoni.
5. Clausola di salvaguardia: Dopo il 2030, la Commissione tripartita potrà concedere deroghe temporanee solo in casi eccezionali, ovvero se l'applicazione del minimo dovesse causare gravi perdite di posti di lavoro.
Cosa succede ora?
Il destino del controprogetto dipende dal Partito Socialista. Giovedì sera il comitato cantonale straordinario deciderà se accettare questo compromesso (ritirando l’iniziativa) o se proseguire la battaglia fino alle urne.

