
Il Consiglio di Stato ha reso noti i dati aggiornati sui controlli legati alla Legge sul salario minimo (LSM), in vigore dal 1° dicembre 2021, rispondendo a un'interrogazione della deputata Giulia Petralli (Verdi), che chiedeva in particolare lumi sul recupero delle differenze salariali. Dal 2022 al 2024, si legge nella risposta del Governo, l’Ispettorato del lavoro (UIL) ha verificato oltre 12’900 aziende e più di 65’000 dipendenti: sono emersi 450 casi di infrazione, pari al 3,4% delle imprese controllate, per un totale di 1’604 lavoratori con salari inferiori ai minimi legali. Il Governo sottolinea l’importanza delle segnalazioni dei cittadini, che generano circa un quarto delle infrazioni accertate (chi sospetta un abuso può denunciarlo tramite il portale www.ti.ch/abusi-salariali.)
Controlli e sanzioni
L’UIL può chiedere documentazione fino a cinque anni a ritroso, anche se finora non è stato necessario spingersi così lontano, dato il principio di proporzionalità e la recente introduzione della legge, precisa il Governo. Se viene accertata una violazione, l’azienda è tenuta a integrare i salari arretrati. In cambio, la sanzione amministrativa può essere ridotta fino al 50%. Tra il 2022 e il 2024, il Governo stima che "tra l’80% e il 90%" dei casi si è concluso con un adeguamento salariale retroattivo.
Dati pubblici ma non nel rendiconto
Il Consiglio di Stato ha escluso l’inserimento di queste statistiche dettagliate nell’allegato del rendiconto annuale, ricordando che le informazioni sono già disponibili nei rapporti della Commissione tripartita e in altri documenti della SECO e della Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro.

