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Ticino
Salario minimo, la 'ricetta' dell'UDC
Salario minimo, la 'ricetta' dell'UDC
Salario minimo, la 'ricetta' dell'UDC
Redazione
7 anni fa
Le proposte democentriste sono state presentate oggi nella seduta odierna della Commissione gestione e finanze

Nella seduta odierna della Commissione gestione e finanze (CGF) il deputato UDC Piero Marchesi ha formulato una proposta di applicazione dell’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino”, trattata con il Messaggio governativo 7452.

"L’UDC - si legge in una nota stampa - è da sempre scettica al salario minimo perché non è una vera risposta ai cittadini ticinesi, ma si rimette ora alla decisione popolare. Leggendo il messaggio governativo si evince che con un salario orario minimo di CHF18,75.- i beneficiari sarebbero in gran parte i lavoratori frontalieri (circa 65%), ai ticinesi andrebbero dunque solo le briciole".

Con la proposta di applicazione presentata oggi in Commissione il partito vuole perseguire i seguenti obiettivi:

1. Determinare un salario minimo che regolamenti i salari nei settori non regolati da CCL, evitando effetti collaterali per i ticinesi (aumento dei salari bassi dove a beneficiare saranno i frontalieri, riducendo quelli medi a scapito dei ticinesi);2. Il salario minimo non viene applicato nei settori già regolamentati da CCL (come indicato nel testo costituzionale);3. Favorire la creazione di CCL offrendo un vantaggio economico per le aziende che si impegnano in tal senso;4. Incentivare il concetto di preferenza indigena offrendo un vantaggio economico per le aziende che si impegnano in tal senso.

Il modello di applicazione della porposta democentrista si basa su 3 pilastri:

1. Salario minimo:• Definito tra i CHF 19 – 19,50/ora

2. Incentivo alla sottoscrizione CCL con:• Alle aziende non soggette a CCL che ne sottoscrivono uno entro 3 anni dall’entrata in vigore della legge, viene riconosciuta una deduzione fiscale/sgravio interessante;N.B. nel caso giuridicamente non fosse possibile, valutare un incentivo diretto o un prelievo sui salari (modello assegni famigliari) da riversare poi ai residenti dei ceti bassi.

3. Attuazione della preferenza indigena:• Alle aziende che hanno un tasso di residenti (apprendisti inclusi) nel proprio organico superiore alla media del settore (esempio: settore 1 media residenti 50% e azienda ha il 60%), viene riconosciuta una deduzione fiscale/sgravio interessante;N.B. nel caso giuridicamente non fosse possibile, valutare un incentivo diretto o un prelievo sui salari (modello assegni famigliari) da riversare poi ai residenti dei ceti bassi.

Con questo modello "si permetterebbe di introdurre un salario minimo in linea con la proposta del Consiglio di Stato, non penalizzare l’entrata nel mondo del lavoro dei giovani e i salari dei ticinesi nella categoria media (CHF3'500 – 6'000.-), facilitare la sottoscrizione di nuovi CCL e rendere interessante per le aziende l’impiego di personale residente".

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