
«Tutti i partiti presenti in Commissione della gestione hanno firmato per questo accordo trovato sul salario minimo, un dato politico estremamente importante». Fabrizio Sirica, presidente della Commissione gestione e finanze del Gran Consiglio. Insomma, se fino a qualche mese fa sembrava pura fantasia, oggi in Commissione l'accordo sul salario minimo si è rivelato una scommessa vinta.
I punti cardine sono quelli definiti durante le contrattazioni: la soglia verrà gradualmente aumentata fino a 21.75 e 22.25 franchi all'ora; i contratti collettivi di lavoro non potranno più derogare al salario minimo; deroghe restano possibili qualora le aziende dimostrino ingenti perdite di posti di lavoro. Sarà inoltre possibile computare nel salario anche i benefit aziendali, ma solo se i dipendenti sono d'accordo.
Nessun regalo ai frontalieri
C'è chi dice che quanto fatto è un regalo ai frontalieri. «I dati mostrano che oltre un terzo dei beneficiari sarà residente», precisa Sirica. «Oltre 8mila residenti avranno più soldi alla fine del mese e quindi non dovranno essere sostenuti dallo Stato: un doppio vantaggio».
«L'iniziativa sarà ritirata»
Nel 2022 il Partito Socialista aveva depositato 12mila firme a favore di un salario minimo sociale. Grazie a questo accordo l'iniziativa verrà ritirata. «Si è trovato un metodo per fare sì che l'iniziativa popolare sostanzialmente venga congelata. Quando saranno scaduti i termini di ricorso e se nessuno avrà fatto referendum o ricorso sulla nuova legge, l'iniziativa sarà ritirata», conclude Sirica.

