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Ticino
Salario minimo, il compromesso passa in Gran Consiglio
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 giorni fa
Dopo mesi di trattative, il Parlamento ha approvato il rapporto della Commissione della gestione. Le modifiche entreranno in vigore progressivamente dal 2027.

Via libera del Gran Consiglio al compromesso sul salario minimo. Con un voto netto (68 favorevoli, 4 contrari e 2 astenuti), il Parlamento ha approvato il rapporto della Commissione gestione e finanze, frutto di un’intesa trasversale tra le principali forze politiche degli scorsi mesi. Le modifiche entreranno in vigore progressivamente dal 2027.

Da 20.50 fino a 21.50 nel 2029

Il nuovo assetto prevede innanzitutto un aumento graduale della soglia: dagli attuali 20,50 franchi l’ora si passerà a una forchetta compresa tra 21,75-22,25 franchi entro il 2029. Il percorso sarà scaglionato su tre anni: nel 2027 il minimo salirà fino a 21 franchi, nel 2028 fino a 21,50, e nel 2029 raggiungerà il livello definitivo. Dal 2030 è inoltre prevista un’indicizzazione al rincaro.

Il calcolo

Un altro cambiamento rilevante riguarda il calcolo del salario: saranno considerati tutti gli elementi riconosciuti secondo i criteri AVS, inclusi alcuni benefit, ma restano esclusi compensi legati a condizioni particolari di lavoro, come turni notturni o festivi.

Il CCL

Sul fronte dei Contratti collettivi di lavoro (CCL), viene sancito il principio del primato del salario minimo legale, ma con una fase transitoria fino alla fine del 2029 per i contratti già in vigore al 1° gennaio di quest'anno. Restano infine possibili deroghe, ma solo a precise condizioni: dovranno essere temporanee, giustificate da rischi concreti per l’occupazione e approvate dalla commissione tripartita con una maggioranza dei due terzi.

Il compromesso

Il compromesso, giunto dopo mesi di trattative, rappresenta un controprogetto all’iniziativa socialista "Per un salario minimo sociale" che chiedeva un salario minimo di 21.50 franchi all'ora, ancorando tale soglia alle prestazioni complementari, ed eliminando al contempo le deroghe previste per i CCL. Obiettivo dell’intesa: rafforzare la protezione dei lavoratori senza mettere sotto pressione il tessuto economico cantonale.