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Ticino
Salario minimo, chiesto un approfondimento giuridico
Salario minimo, chiesto un approfondimento giuridico
Salario minimo, chiesto un approfondimento giuridico
Redazione
7 anni fa
AITI vuole chiarire cosa succede con i contratti normali di lavoro. Modenini: "Chiederò al Dipartimento delle finanze di precisare alcune situazioni"

A quattro anni dal voto popolare, martedì sera il Gran consiglio ticinese ha dato il via libera al salario minimo. Le aziende avranno tempo fino al 2024 per adattare i salari. Ma cosa accade invece con i contratti normali di lavoro, ovvero quelli imposti dallo Stato per fronteggiare situazioni di dumping? 

"Con i contratti normali di lavoro che sono sotto la soglia del salario minimo, al momento in cui il salario minimo verrà introdotto, questi salari dovranno essere adattati al nuovo livello" ha spiegato il direttore del Dipartimento delle finanze Christian Vitta ai microfoni di TeleTicino. "L'asticella di riferimento sarà il salario minimo".

In Ticino i contratti normali di lavoro sono 17. In questi settori i salari vanno dai 17.60 franchi per le lavanderie e pulizie a secco, fino ai 22.20 franchi per i servizi di sicurezza privati con meno di 10 dipendenti. Una realtà variegata che ora dovrà adeguarsi al nuovo salario minimo, che prevede una forchetta tra 19.75 e 20.25 franchi all'ora.

L’articolo 2 della Legge votata martedî sera dal Gran Consiglio parla chiaro: “Il salario minimo lordo legale prevale sui contratti normali di lavoro con salari minimi inferiori”. Nessuna ambiguità dunque. Ma cosa prevede invece la legge per i contratti normali con salari minimi superiori? Secondo il direttore di AITI Stefano Modenini la questione è tutt'altro che risolta.

"La legge dice unicamente che i contratti normali con un salario inferiore al mimino votati dal Parlamento vanno adeguati a quel salario minimo" ha commentato il direttore Stefano Modenini. "Non dice nulla per contro  sui salari che sono sopra". "A questo punto - prosegue Modenini - non penso che si possa obbligare qualcuno a pagare di più. Ciò nonostante, non crediamo che vi siano aziende che vadano a ridurre salari per recuperare determinati costi". 

La situazione secondo il direttore di AITI va comuqnue chiarita dal profilo giuridico. "Chiederò al Dipartimento delle finanze un approfondomento giuridico sul tema"

Per il direttore del DFE invece la questione non presenta particolari dubbi: "Il salario minimo è una cosa, il contratto normale è un’altra. Dobbiamo ricordarci che un contratto normale di lavoro misura il dumping in determinati settori, quindi se in un settore dove ci sono salari superiore a quello minimo vi è dumping ecco che si dovrà introdurre un contratto normale di lavoro" ha spiegato Vitta.

Quel che è certo è che dopo il voto del Gran Consiglio, in commissione tripartita la discussione è lanciata. Più in generale anche sul concetto di dumping.

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino 

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