
Oggi a Bellinzona la Commissione tripartita cantonale in materia di libera circolazione delle persone (CT)ha discusso le proposte di contratto normale di lavoro (CNL) con salari minimi vincolanti che erano state formulate in occasione della riunione del mese di giugno. Ebbene, dopo questo incontro, la commissione ha deciso di proporre al Consiglio di Stato l’introduzione del CNL per quel che riguarda i centri fitness. Per quel che concerne il comparto industriale, suddiviso in tre categorie, ossia farmaceutico, elettrico e quello legato alla fabbricazione di computer e ottica, la commissione ha deciso di proporre al Consiglio di Stato l’introduzione del CNL per i settori fabbricazione apparecchiature elettriche, computer e ottica. In merito al comparto farmaceutico invece, si è deciso di, citiamo “sospendere, considerato che il dumping settoriale riscontrato dipende da una singola azienda, la procedura di adozione del CNL per il settore farmaceutico per procedere ad un approfondimento dei controlli”. Ma cosa proponeva AITI? “In sostanza, invece dell’introduzione di un CNL con salari minimi vincolanti per i tre rami del settore industriale in questione, AITI e le parti interessate avrebbero auspicato un intervento mirato per correggere gli abusi attraverso la ricerca di un dialogo diretto con le imprese” si legge nel comunicato. Questo però non è il consuento modus operandi della CT. Infatti, si legge, “la prassi della CT adottata nell’ambito delle inchieste del mercato del lavoro, non prevede tuttavia la ricerca di un’intesa diretta in presenza di una chiara situazione di dumping settoriale. Tale procedura è riservata alle situazioni in cui non vi è la presenza di un dumping settoriale, ma vi sono alcune singole aziende che presentano situazioni problematiche”.
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