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Ticino
Salari dei municipali: "Quanta fretta Bellinzona..."
Salari dei municipali: "Quanta fretta Bellinzona..."
Salari dei municipali: "Quanta fretta Bellinzona..."
Redazione
9 anni fa
La Lega dei ticinesi perplessa sulle tempistiche del voto: "Il Municipio non bada a spese pur di conoscere l'esito"

Come il Movimento del Socialismo, anche la Lega dei ticinesi di Bellinzona si lamenta della fretta del Municipio di andare alle urne già il prossimo 21 gennaio 2018 per votare sul regolamento comunale, e in particolare sui salari dei municipali. 

"Difficile dire se un termine così ravvicinato favorirà i referendisti o il Municipio" scrive il movimento in una nota, ma certamente la decisione municipale "lascia perplessi per la volontà – seppur celata – di comprimere al massimo i tempi tra l’ufficializzazione della riuscita del referendum e il voto popolare".

Secondo la Lega il Municipio avrebbe potuto concedere un maggiore intervallo alla cittadinanza "per farsi un’idea corretta favorita da un dibattito politico prima di passare al voto". La scelta inoltre di abbinare la votazione per il supplente giudice di pace "non aumenta certamente la necessità e l’urgenza di andare al voto in tempi brevi e di organizzare una votazione comunale, quando a poco più di un mese di distanza (4 marzo 2018) è previsto un appuntamento elettorale a livello federale".

"E questo, in ragione di un risparmio per le casse cittadine derivante dall’opportunità di abbinare le due votazioni il prossimo mese di marzo" aggiunge il movimento.

"Si dirà che la Lega dei Ticinesi con il lancio del referendum era a conoscenza dei costi che avrebbe generato alla Città. Questo è innegabile, ma nel caso specifico si parla di un diritto popolare utilizzato bene considerata la riuscita del referendum e la forte adesione".

Stando alla Lega un solo apputnamento elettorale avrebbe permesso di contenere i costi in ragione di un’unica spedizione del materiale di voto (già prevista) e di seggi già aperti. La scelta "antieconomica", tiene a precisare il movimento, "non è imputabile ai promotori del referendum bensì a un capriccio del Municipio".

Per quanto riguarda la tematica del voto, secondo la Lega il referendum permetterebbe di risparmiare alla città dai 35mila ai 40mila franchi ogni mese "se si considerano gli stipendi e i rimborsi spese risparmiati, l’aumento del gettone di presenza ai consiglieri comunali non versato e gli ulteriori gettoni di presenza derivanti dal passaggio delle varie commissioni da 9 a 13 membri per accontentare e fidelizzare qualche consigliere comunale in più. E questi soldi resteranno nelle casse non essendo previsto dalla legge un effetto retroattivo delle decisioni che saranno prese".

"E’ sorprendente leggere come i partiti storici siano disturbati dall’esercizio di un diritto costituzionale (referendum) perché ciò impedisce loro di gestire il potere a loro piacimento" aggiunge la Lega, che conclude: "Noi siamo favorevoli al dialogo quando quest’opportunità c’è data: ma qui il Municipio vuole far passare ad ogni costo tutto e di più a dispetto dei diritti dei cittadini (nel caso concreto i referendisti sono stati seguiti da 4'000 persone). Se continuiamo su questa strada la nostra opposizione sarà sempre più dura a sostegno delle sensibilità dei cittadini".

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