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Ticino
Salari da 11 franchi all'ora in cantiere. 'Li adegueremo'
Redazione
17 anni fa
Il caso di una ditta di Modena che lavora a Giubiasco. Mentre a Sigirino si attendono risposte da oltre un anno

Quei documenti l’Associazione interprofessionale di controllo li ha chiesti diverse settimane fa. Sono arrivati solo negli ultimi tre giorni, dopo che Ticinonews ha reso pubblico il caso. Effetto mediatico da una parte. E pressione dell’Azienda cantonale rifiuti, dall’altra, che non accetta violazioni delle regole contrattuali e salariali sul cantiere del termovalorizzatore. Poi ci sono state le pressioni da parte del Consorzio costruttore (con capofila la germanica Martin) che ha minacciato il blocco dei pagamenti alle ditte inadempienti. E in questi giorni ha vietato temporaneamente l’accesso sul cantiere a due aziende che non hanno presentato documentazione e garanzie. Una piramide di carta è arrivata in Ticino, e ora andrà verificata attentamente. Alla parte elettromeccanica del termovalorizzatore lavorano infatti operai provenienti da mezza Europa che sottostanno a diversi contratti collettivi di categoria vigenti in Svizzera. Bruno Zarro, responsabile dell’organismo di controllo ha iniziato oggi a sfogliare i dossier. Dumping salariale? Non ci sono le prove. Almeno per ora. Ma segnali preoccupanti sì. Come il caso di una ditta di Modena che a Giubiasco impiega un operaio italiano e cinque portoghesi e ha ufficialmente dichiarato di pagare salari di circa 1'900 franchi al mese, poco più di dieci all’ora, a fronte di un minimo contrattuale di 4'600 franchi. Il fatto è emerso quando la ditta ha chiesto il rinnovo del permesso di novanta giorni, che era scaduto. A quel momento ha dovuto dichiarare i salari. Non solo: i suoi operai sono stati trovati sul cantiere nonostante il permesso di lavoro non fosse ancora stato rinnovato. L’azienda modenese si è impegnata ad adeguare i salari al contratto collettivo. Ma se nessuno avesse controllato sarebbe stato un clamoroso caso di dumping. Poi c’è il cantiere Alptransit di Sigirino. Dove - come ha denunciato il sindacato UNIA - lavorano operai alle dipendenze di un’agenzia interinale ceca. Cosa che la legge svizzera non dovrebbe permettere.La ditta che ha preso l’appalto, la Agir, casa madre in Cechia e consorelle oltre Gottardo, non fornisce risposte e documenti. Anzi, dice Zarro impotente, tramite un legale ha fatto sapere che non riconosce nemmeno l’Associazione interprofessionale come organismo di controllo. È dal febbraio dell’anno scorso che le cose vanno avanti così, tra raccomandante e segnalazioni all’Ispettorato del lavoro. Con tanto di sanzioni e ricorsi. Ma il lavoro continua. emmebi

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