
Ridurre del 20% i salari dei municipali, adeguando l’onorario al costo della vita ogni 5 anni. Questa grosso modo la proposta attorno cui il Municipio di Bellinzona sta lavorando per superare lo scoglio dei salari, bocciati in votazione popolare lo scorso 21 gennaio.
L’ultimo incontro sul tema si è tenuto ieri sera. Presenti il sindaco, il capodicastro finanze e il segretario comunale. Le bocche rimangono cucite. Nessuna dichiarazione ufficiale fino a proposta definitiva – commenta Mario Branda - ma le voci corrono.
La prima proposta di riduzione del 10 % - messa in consultazione tra le forze politiche nelle scorse settimane – è stata spazzata via durante gli incontri esplorativi. Lega, MPS e UDC hanno chiaramente fatto intendere che non bastava.
Di qui appunto la proposta di un taglio lineare del 20%. Proposta declinata in due varianti, che verranno affinate nelle prossime settimane. L’obiettivo rimane quello di portare in Consiglio comunale una sola proposta – quanto più condivisa - nella seduta di aprile o maggio.
Con il taglio lineare del 20%, il Municipio sta discutendo anche se proporre un salario unico comprensivo dei rimborsi spese oppure se mantenere questa voce separata proponendo però una riduzione massiccia di oltre il 50% rispetto al regolamento comunale bocciato.
Calcolatrice alla mano, per il sindaco dai 132 mila franchi, compresi rimborsi, si prospetta un salario tra i 100 e 105 mila. Per il vicesindaco, da 104 mila franchi si passerebbe a 80-85 mila. Per i municipali, da 86 mila a 65-70 mila. Per un risparmio complessivo di circa 130 – 160 mila franchi a seconda della variante.
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