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Salari Bellinzona, tra soddisfazione e polemiche
Salari Bellinzona, tra soddisfazione e polemiche
Salari Bellinzona, tra soddisfazione e polemiche
Redazione
8 anni fa
Tuto Rossi: "L’MPS ha ragione ma bisogna tenere conto di altre battaglie, il Municipio non sta facendo bene"

Ridurre di quasi il 23 % onorari e spese dei municipali: la proposta è sul tavolo. L’eco della polemica, a Bellinzona, continua a farsi sentire. Ma andiamo con ordine. Dopo la vittoria del referendum UDC-Lega ed MpS contro i nuovi salari della città aggregata, l’Esecutivo ha dovuto giocoforza rivedere le cifre al ribasso. Ci sono voluti un paio di mesi e diversi incontri con tutte le forze politiche. Poi, come anticipato da TeleTicino lo scorso 1. Marzo, la svolta: su consiglio di Lega-UDC ecco un taglio lineare del 22,6%. Con la facoltà di adeguare i salari al rincaro della vita.

"È un compromesso, si poteva fare di più ma così abbiamo risparmiato 600mila franchi. Abbiamo preferito fare una proposta che venisse accettata subito", ha dichiarato a TeleTicino il consigliere comunale UDC Tuto Rossi.

Nel dettaglio: per il sindaco Mario Branda il nuovo onorario passerà da 120mila franchi annui a 95mila. Quello del suo vice, Andrea Bersani, da 95mila a 75mila. 65mila al posto di 80mila l’incasso previsto per gli altri municipali. Ridotte anche le spese forfettarie: 5'000 franchi al sindaco anziché 12'000; 2'500 al vice e ai municipali; e non più, rispettivamente, 9'000 e 6'000. Calcolatrice alla mano il risparmio complessivo annuo ammonta a 151mila franchi. Cifre che però non soddisfano ancora l’MpS.

"Gli onorari rispetto a prima sono comunque triplicati. Noi abbiamo chiesto un sistema di compensazione di un’eventuale perdita di salario", ha confermato Angelica Lepori (MPS).

Dal canto suo l’Esecutivo ha preferito non esprimersi. Ma nel messaggio licenziato ieri la proposta MpS è definita impraticabile e fonte di disparità. Non così il compromesso che tiene conto dell’impegno richiesto per servire la nuova e grande città. Gli stessi vecchi salari, citiamo, erano ritenuti “corretti e commisurati”.

"La nostra proposta permetteva a chiunque di diventare municipale - ha proseguito Lepori - Perché oggi solo chi è indipendente o pensionato può farlo accumulando reddito. Comunque non faremo più referendum, ci sono altre campagne da portare avanti come le Officine".

"L’MpS ha ragione da vendere ma bisogna tenere conto della necessità di altre battaglie, il Municipio non sta facendo bene", ha chiosato Rossi.

Morale della favola: i nuovi salari hanno la strada praticamente spianata. Altre battaglie, sono già dietro l’angolo...

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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