
Solitamente cade l’ultimo finesettimana di settembre, ma non questa volta. La sagra del Borgo di Mendrisio anticipa l’annuale appuntamento al 15 settembre per evitare la concomitanza importante con la festa federale della musica popolare di Bellinzona. Ma questa non è l’unica novità, perché l’associazione Sagra dell’Uva ha ripreso in mano l’organizzazione dell’evento. E il comitato – tutto rinnovato – non ha dubbi: bisogna avere il coraggio di tornare sui propri passi, seppur mantenendo l’occhio sull’innovazione. “Per prima cosa il mercato deve essere qualcosa di molto più importante rispetto al passato”, spiega il coordinatore Antonio Fontana, aggiungendo che “torneremo a proporre degli eventi culturali come già avvenuto in precedenza, ma lo spirito deve essere quello che ha animato la festa nelle precedenti edizioni”. Uno spirito originale che sembra però essere andato un po’ perso con queste innovazioni, "vorremmo quindi ripristinarlo. Non voglio ancora svelare il come, ma l’intenzione è questa”.
Prodotti a chilometro 0
Come già fatto dal precedente comitato - scioltosi a gennaio - l’attuale organizzatore intende continuare a far capo a prodotti a chilometro zero, evitando quelli che hanno poco a che fare con la Sagra del Borgo. Proprio la continuità con l’ultimo comitato e con la tradizione è ciò che ha convinto il Municipio di affidarsi all’associazione Sagra dell’uva. “La proposta fatta dall’Associazione Sagra dell’Uva, che è sempre rimasta ma in un nuovo comitato, ci ha convinto fin da subito”, ha commentato Paolo Danielli, capo Dicastero sport e tempo libero. “Questo perché si è voluto continuare con quanto di positivo era stato fatto dall’ultimo organizzatore della Sagra, che ha già messo a posto alcuni aspetti negativi dei primi anni duemila”. Con questa ventata positiva si ha quindi la voglia di proporre e portare altre novità e di “portare anche nuove soluzioni per questa nostra amata Sagra del Borgo”.
La Sagra torna a pagamento
Dopo l’esperimento del 2022, quando l’entrata era stata resa gratuita, quest’anno tornerà ad essere a pagamento il venerdì e il sabato, anche se i dettagli devono ancora essere definiti. “Per una festa del genere gli introiti sono molto importanti, anche se è vero che bisogna mantenerli il più bassi possibile per permettere un’affluenza popolare di questa festa. Non deve essere qualcosa di troppo oneroso”, ha spiegato Fontana. La formula di far pagare solo due giorni su tre, lasciando la domenica libera, “ci permette un po’ di flessibilità, nonché di avvicinarci molto alla popolazione”.
Il nome non tornerà alle origini (per ora)
L’organizzatore – lo abbiamo detto – è l’associazione Sagra dell’Uva, tuttavia per il momento il nome della manifestazione momò non tornerà alle sue origini. “Ci sembrava importante, anche per dare almeno una continuità visti i tempi stretti di quest’anno nell’ambito organizzativo e comunicativo con le associazioni e con la popolazione stessa”, ci ha spiegato Danielli, aggiungendo che in futuro “le modifiche si possono sempre fare, ma l’intenzione del Municipio è di continuare con il nome attuale, che ha anche dato già una sua identità a questa festa”. Ma prima o poi dobbiamo aspettarci un’inversione di rotta? “Per quest’anno no”, conferma anche Fontana. Per il resto "ci stiamo lavorando”.

