
Il Consiglio di Stato ha deciso di sottoporre all’esame del Parlamento un progetto di amnistia cantonale per le persone fisiche e giuridiche. Il progetto è stato presentato alle 13 dalla direttrice del DFE Laura Sadis in conferenza stampa a Bellinzona. Diversi i motivi – spiegati in conferenza stampa - che hanno portato il Governo alla decisione di presentare un’amnistia cantonale: da una parte la difficile situazione economica che avrà anche rilevanti ripercussioni sulle casse dello Stato, dall’altra gli avvenimenti che hanno caratterizzato il 2009 sul fronte della piazza finanziaria. La decisione del Consiglio federale del 13 marzo 2009 di riprendere lo standard OCSE in materia di scambio di informazioni fra autorità fiscali, la negoziazione di nuove convenzioni internazionali contro la doppia imposizione che garantiscono l’assistenza amministrativa non solo in caso di frode ma anche di sottrazione fiscale, porteranno a cambiamenti non indifferenti. A questa situazione, già critica, occorre aggiungere le conseguenze negative per il Canton Ticino del terzo scudo fiscale italiano che continuerà a dispiegare i suoi effetti fino al 30 aprile 2010. L’amnistia: un contributo all’attività economica In questo difficile contesto un’amnistia fiscale, grazie all’emersione di capitali non dichiarati al fisco e al rientro di quelli neri depositati all’estero da persone fisiche e giuridiche residenti in Ticino, può dare un contributo all’attività economica e rafforzare il substrato fiscale degli Enti pubblici. Scopo ultimo di un’amnistia rimane in ogni caso l’emersione di capitali sommersi e un loro corretto e compiuto assoggettamento nel tempo, così come l’equità fiscale impone. Come più volte già asserito un’amnistia fiscale a livello federale, a oltre 40 anni dall’ultima sua applicazione, sarebbe stata preferibile. Purtroppo però, nonostante i numerosi sforzi intrapresi per sensibilizzare Berna e indurre le Autorità federali a riprendere un dibattito incompiuto, nel prossimo futuro non si intravede una possibile concretizzazione. Perché l’amnistia: le agevolazioni delle disposizioni federali e cantonali La decisione del Consiglio di Stato è agevolata dall’entrata in vigore, il 1° gennaio 2010, delle disposizioni federali e cantonali sulla procedura semplificata di recupero d’imposta in caso di successione e sull’autodenuncia esente da pena. In effetti si tratta di due misure che si avvicinano al concetto di amnistia poiché, ad esempio, in caso dell’autodenuncia si rinuncia alla riscossione di una multa e si richiede unicamente il pagamento dell’imposta dovuta e degli interessi di mora. L’amnistia è limitata al 2010 e al 2011 L’amnistia cantonale, limitata agli anni 2010 e 2011, propone d’introdurre per tutte le imposte cantonali e comunali (imposte sul reddito e la sostanza delle persone fisiche e sull’utile e sul capitale delle persone giuridiche, imposte di successione e donazione, imposta sugli utili immobiliari), oltre al condono della multa, una riduzione dell’aliquota del 70 per cento dell’imposta sottratta negli ultimi dieci anni. Non si tratta quindi di un condono totale delle imposte nei confronti degli evasori, che saranno pur sempre chiamati a pagare una “tassa di amnistia”. Considerata l’autonomia cantonale in materia di aliquote si ritiene che la misura sia compatibile con le disposizioni federali sull’armonizzazione delle imposte dirette. Le possibili ricadute fiscali di un’amnistia sono molto difficilmente quantificabili. Ciò che sappiamo è che anche nel nostro Paese l’economia sommersa esiste e rappresenta una parte consistente in termini di PIL. Per una valutazione approssimativa ci si può basare sui riversamenti ai cantoni operati dalla Confederazione riguardo all’imposta preventiva. Secondo questo calcolo, come detto molto ipotetico, il gettito dell’amnistia potrebbe ammontare a 20 milioni di franchi per il Cantone e a
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