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Ticino
Rustici, interviene la Lega
Rustici, interviene la Lega
Rustici, interviene la Lega
Redazione
10 anni fa
Presentata una mozione che chiede una regolamentazione chiara, che possa legittimare le infrazioni meno gravi

Il tema della regolamentazione dei rustici è al centro di una mozione presentata oggi da Daniele Caverzasio a nome della Lega dei Ticinesi (cofirmatari Paolo Sanvido - Amanda Rueckert - Fabio Badasci - Ivano Lurati-Omar Balli - Michele Guerra - Maruska Ortelli - Gianmaria Frapolli - Silvano Bergonzoli - Sabrina Aldi - Lelia Guscio - Giancarlo Seitz).

"I rustici sono una parte delle nostre radici e occasione di contatto e di riconciliazione con la terra madre" scrive Caverzasio nella mozione. "Gli impianti e i manufatti che troviamo nei paesaggi rurali tradizionali sono il prodotto di un’economia povera, legata alle materie prime disponibili sul posto. La loro trasformazione deve essere rispettosa dello spirito che li ha visti nascere. Prima di procedere al recupero e alla trasformazione a scopi abitativi di un edificio realizzato per il deposito di fieno, il ricovero per gli animali, con solo limitati spazi per il paesano, costruito con pochi materiali presenti, secondo una tradizione antica, tramandata di generazione in generazione, occorre prendere coscienza del fatto che quest’operazione richiede una padronanza delle tecniche costruttive tradizionali e un’attenzione al dettaglio che, oggigiorno, non appartengono più al sapere collettivo. Recuperare un rustico significa tener vivo un sapere artigianale che è patrimonio collettivo di enorme valore culturale, nonché contribuire in maniera importante a preservare e valorizzare in modo sostenibile il nostro territorio.""Attualmente, le procedure che riguardano i rustici devono sottostare alle norme federali: di regola, fuori zona edificabile non si dovrebbero creare nuovi edifici o nuove abitazioni" prosegue Caverzasio. "Per contro, ricavare abitazioni di vacanza attraverso interventi di ristrutturazione, secondo questa legge, è possibile solo in regime di eccezione.""Il PUC-PEIP (Piano di Utilizzazione Cantonale dei Paesaggi con Edifici e Impianti Protetti) permette l'applicazione dell'art. 39, cpv. 2 dell'Ordinanza sulla pianificazione del territorio e l'attuazione della relativa scheda del Piano direttore cantonale. Inoltre delimita in maniera unitaria i paesaggi con edifici e impianti protetti sulla scorta dei criteri definiti dalla scheda stessa" scrive ancora Caverzasio. "Attraverso la parte normativa, il PUC-PEIP definisce, a livello cantonale, i criteri d’intervento sugli edifici e sugli impianti protetti ubicati fuori dalle zone edificabili.""Le condizioni da rispettare sono di tipo conservativo: l’edificio deve mantenere le sue caratteristiche originali ed il paesaggio in cui si trova non va in alcun modo modificato" prosegue Caverzasio. "La domanda di costruzione relativa ad un edificio situato fuori della zona edificabile e meritevole di conservazione, inserito in un paesaggio con edifici ed impianti protetti, deve essere elaborata in maniera particolarmente accurata, al fine di fornire le indicazioni necessarie per valutare il carattere conservativo del progetto richiesto dal PUC-PEIP, sia per quanto riguarda gli interventi sull'edificio sia per gli aspetti paesaggistici. Grazie al PUC-PEIP si sono dunque compiuti significativi passi avanti.""Tuttavia vi sono anche casi in cui degli interventi sui rustici sono stati eseguiti senza permesso" si legge ancora nella mozione. "Senza arrivare al caso estremo del noto casolare sull’alpe di Scengia, in Val Pontirone, che il Tribunale federale ha confermato dover essere demolito, si immagina che ci possa essere una molteplicità di situazioni, in cui gli istanti si siano scostati, in maniera più o meno importante, dalla licenza ottenuta. In questi casi non è chiaro come l’autorità debba intervenire."Alla luce di quanto esposto, Caverzasio e cofirmatari chiedono al Consiglio di Stato di adottare a titolo di provvedimento di interesse generale regole chiare su come intervenire in simili casi,delineando una regolamentazione che tenga adeguatamente conto della gravità dell’infrazione, con la possibilità di legittimare i casi meno importanti.

"Tale regolamentazione potrebbe eventualmente essere tracciata attingendo anche da quella attualmente in vigore nei Cantoni dei Grigioni e del Vallese" conclude Caverzasio.

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