
Il Consiglio comunale di Gambarogno si esprimerà durante la seduta del 7 ottobre sul progetto di recupero e valorizzazione del comparto dei Monti di Sciaga, frazione di Indemini, che prevede la vendita di nove rustici a privati al prezzo simbolico di un franco.
A fine maggio 2019, lo ricordiamo, il Municipio aveva evidenziato come molti edifici fossero ormai diroccati, ma "nonostante ciò il nucleo sprigiona un fascino del tutto particolare, meritevole di protezione". La commissione ad hoc che era stata istituita aveva chiesto più tempo per visionare in dettaglio il messaggio municipale.Il Legislativo dovrà infatti dare il proprio benestare alla trasformazione da beni amministrativi in beni patrimoniali. La successiva vendita a privati, però, potrà avvenire a precise condizioni: i futuri proprietari dovranno impegnarsi a restaurare le costruzioni rispettando criteri tecnici ed estetici entro due anni dall’acquisto.
Intanto la notizia ha varcato il confine, con il portale italiano supereva.it che ha paragonato l'iniziativa di Gambarogno a una, analoga, attuata dalla città di Mussomeli, in Sicilia. “Speriamo sia la volta buona – ha commentato il sindaco Tiziano Ponti a Ticinonews -. Come Municipio abbiamo un’idea molto chiara e chiediamo al Consiglio comunale un adesione sul principio”. Se il Legislativo dovesse dare luce verde saranno necessari anche alcuni lavori come la realizzazione di un capanno alpino, l’allacciamento alle canalizzazioni e la sistemazione degli altri rustici pericolanti. Il tutto, spiega Ponti, verrebbe a costare un paio di milioni. “Contiamo di trovare il sostegno di associazioni o fondazioni – ci spiega – Se una fondazione dovesse presentarsi con un proprio progetto potremmo valutare la vendita in blocco dei rustici. Per ora, però, non sono arrivate offerte in tal senso e lo scenario più probabile è quello della vendita ai privati”.
L’auspicio dell’Esecutivo, dunque, è quello di poter finalmente rivalorizzare questo comparto dopo quasi 40 anni. Negli anni ’70, infatti una società immobiliare acquistò una trentina di rustici con lo scopo di realizzare un villaggio turistico diffuso, ma il progetto fallì dopo pochi anni, pur avendo ottenuto le licenze edilizie.
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