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Ticino
Rustici: il Ticino si farà sentire
Redazione
14 anni fa
L'applicazione dell'iniziativa popolare volta a limitare le residenze secondarie preoccupa la Deputazione ticinese

L'applicazione dell'iniziativa popolare - approvata dal popolo lo scorso 13 marzo - volta a limitare le residenze secondarie preoccupa la Deputazione ticinese alle Camere federali, specie per quanto riguarda l'applicazione transitoria di questa proposta. Nei mesi a venire, ha detto oggi davanti ai media il suo presidente Fulvio Pelli (PLR), ci faremo sentire a livello politico, affinché si tenga conto delle particolarità del Ticino, specie per quanto riguarda la ristrutturazione dei rustici.Al momento vi è una totale incertezza giuridica su come questa iniziativa verrà applicata, hanno sostenuto all'unisono i consiglieri nazionali Lorenzo Quadri (Lega) e Marco Romano (PPD). Nei comuni di montagna, dove le residenze secondarie già ora superano la fatidica soglia del 20% stabilita dall'iniziativa dell'ecologista Franz Weber, è palpabile un certo nervosismo. In particolare, ha sottolineato Quadri, ci preoccupa il destino del piano per i rustici elaborato dopo anni di discussioni e polemiche e che dovrebbe essere adottato fra breve dal Gran Consiglio.La questione dell'italiano ha occupato ancora la deputazione che, al riguardo, può vantare qualche successo, come l'obbligo per i quadri della Confederazione di padroneggiare almeno due lingue nazionali - parlate e scritte - e passivamente una terza.Inoltre, ha precisato Pelli, per rafforzare la presenza italofona nell'amministrazione, la Confederazione dovrà tener conto in futuro della popolazione residente. Tra i desideri della deputazione figura anche il rafforzamento dei poteri conferiti al delegato al plurilinguismo, la cui influenza si ferma ai quadri medi dell'amministrazione, ma che dovrebbe potersi fare sentire ai piani alti della gerarchia.Tra i temi ricorrenti figura anche il problema del tunnel autostradale del San Gottardo e della prospettata chiusura per lavori di risanamento. A parte le 21'000 firme della petizione a favore di una seconda canna inoltrate alla Cancelleria federale, sembra che a livello di Consiglio federale ci si renda conto dei costi generati - 500 milioni per le sole stazioni di trasbordo dei camion, più 70 milioni annui per tre anni di costi di gestione n.d.r - dalle soluzioni transitorie proposte dal governo, come l'autostrada viaggiante tra Biasca e Erstfeld/Rynächt.Nel suo intervento, Pelli ha rammentato pure l'annoso problema delle relazioni tra il Ticino e la confinante Italia. Soddisfazione è stata espressa per l'adozione, da parte del Nazionale, di un'iniziativa ticinese che chiede al governo di rinegoziare l'accordo sui ristorni con Roma.Un altro aspetto positivo messo in risalto riguarda il prospettato rafforzamento delle misure di accompagnamento alla libera circolazione, tema molto sentito in Ticino. Pelli spera che queste misure possano venire discusse già in giugno al Nazionale.

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