
La notizia che, venerdì sera, la frazione UDC alle Camere federali ha accolto a braccia aperte nel gruppo il consigliere nazionale della Lega Attilio Bignasca sta suscitando reazioni a catena in Ticino.Mauro Damiani, presidente della sezione di Locarno e candidato al Nazionale ha lasciato oggi la carica e ha comunicato al presidente Pierre Rusconi le dimissioni dal partito. E nemmeno Rusconi è contento, lui che insieme al gruppo parlamentare non si era espresso al comitato cantonale sulla raccomandazione al presidente Ueli Maurer di non accogliere Bignasca nella frazione federale dopo lo strappo della mancata congiunzione.
“Devo dare ragione ad Attilio Bignasca: noi dell’UDC ticinese non contiamo niente. Ne abbiamo avuto l’ennesima conferma, nonostante il risultato storico di ottobre, con l’8,6% dei voti. Confermo che in aprile lascio la presidenza e me ne vado, come avevo già detto che avrei fatto. D’altra parte ieri sera è successo quel che sapevamo già. Ho dovuto, per correttezza, sottoporre la questione Bignasca al comitato. La base, seppure non a larga maggioranza, avrebbe preferito che non venisse più accolto nel gruppo UDC alle Camere. Ma era chiaro che si trattava di una semplice raccomandazione, per nulla vincolante." "Adesso non so nemmeno cosa faremo con il Paese,il nostro giornale" ha dichiarato Rusconi "e non so che ruolo potrà avere il segretario Eros Mellini. Temo comunque che non ci saranno belle reazioni alla decisione di ieri sera. D’altra parte abbiamo mancato l’obiettivo del consigliere nazionale e queste sono le conseguenze.”Prendiamo atto anche noi del fatto che Damiani aveva già lasciato la presidenza della Sezione distrettuale UDC del Locarnese (e non di Locarno) e che oggi ha lasciato anche il partito, non per protesta ma, come scrive lui stesso nel blog, "per coerenza politica".MB
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