
"Con la presente intendo comunicarvi la mia intenzione di non più partecipare a trasmissioni politiche radiofoniche e televisive sulle vostre reti dato il perdurare di situazioni da me non ritenute eque. Mi assumo la responsabilità di questa scelta dandovi così scarico da qualsiasi ipotesi di mancata parità di trattamento. Colgo l’occasione per porgervi i miei migliori auguri di Buone Feste." Con questo comunicato, diffuso stamane, il consigliere nazionale UDC Pierre Rusconi annuncia di non voler più partecipare alle trasmissioni della televisione pubblica. Una decisione che può sorprendere, visto che per un uomo politico la visibilità mediatica è fondamentale. Cosa sarà frullato nella testa di Rusconi? "Sono stufo di essere trattato come tappabuchi" sostiene il consigliere nazionale. "Mentre gli altri li intervistano al TG, o comunque in prime time, a noi dell'UDC Ticino ci relegano dopo mezzanotte. E ai dibattiti nazionali invitano democentristi di altri cantoni. Io non ci sto più." Pierre Rusconi ricorda di avere già preso una decisione analoga alcuni anni fa, ma con Teleticino. "Non sono venuto a Teleticino per un anno e mezzo" racconta, "perché a un primo agosto avevate dedicato tre minuti alla festa della Lega mentre non avevate nemmeno accennato che noi dell'UDC Ticino avevamo qui come ospite il presidente nazionale del partito. Glielo feci notare a Marco Bazzi e per un anno e mezzo declinai tutti gli inviti." Ora la storia si ripete, ma con la televisione pubblica. Qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso? "Mah, non c'è una sola goccia, ce ne sono tante" spiega Rusconi. "Per esempio l'altra sera al Quotidiano nel servizio sul preventivo: hanno presentato le posizioni di tutti i partiti tranne il nostro. E sono stufo di continuare a presentare reclami all'ombudsman per queste disparità di trattamento. Allora preferisco non andare alla RSI, tanto di canali d'informazione in Ticino ce ne sono a bizzeffe." Rusconi spiega come la SSR debba dare spazio, nei dibattiti nazionali, per metà a deputati della regione linguistica del canale, per metà a quelli provenienti da altre regioni. "La RSI dà il 42% dello spazio a deputati degli altri cantoni, la RTS il 30%, mentre la DRS solo l'8%. Solo da noi, quindi, appaiono così spesso politici d'Oltralpe." Gli chiediamo quindi se nella sua decisione non abbia influito un po' di astio verso i suoi colleghi più visibili, come Oskar Freysinger, che spesso pare come il prezzemolo. "No, per niente" risponde. "Se loro sono interpellati e partecipano ai dibattiti, sono contento che lo facciano. La mia è semplicemente una scelta personale. Perché al TG, quando intervistano gli altri, ci sono 50'000 spettatori, mentre dopo mezzanotte, quando mandano in onda me, ce ne sono 1'500. Così non mi va. Io ho già rifiutato un paio di inviti e continuerò a farlo. Non siamo dei tappabuchi." E con la Billag come la mettiamo, continuerà a pagarla? "Certo, pago il canone come tutti gli svizzeri. Da parte mia non c'è né rabbia né rancore, non partecipare ai dibattiti è solo un fastidio in meno" conclude Rusconi. "Gli auguri di buone feste, comunque, li ho fatti a tutti, anche a loro."
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