
Alcuni recenti abbattimenti avvenuti in Ticino, dal camoscio della Valle Onsernone al lama di Arcegno, hanno attirato l'attenzione del Blick, che oggi pubblica una paginata poco lusinghiera per il nostro Cantone.
Tra le voci critiche raccolte dal giornale nei confronti dei metoti di caccia in Ticino vi è pure quella del consigliere nazionale, nonché presidente dell'Associazione per la protezione degli animali di Lugano Pierre Rusconi: "In Ticino si spara verso tutto ciò che si muove" ha dichiarato al giornale d'oltralpe.
Cinquanta metri dalle case è la distanza permessa da cui poter sparare verso la selvaggina. Oltre all'abbattimento della mascotte del centro anziani di Russo, un camoscio che si aggirava nei dintorni dell'istituto, settimana scorsa è stato pure ucciso un giovane lama ad Arcegno che pascolava in una zona recintata a un centinaio di metri dalle case.
"Forse il cacciatore ha pensato che fosse un cervo" ha dichiarato l'allevatore Jean-Pierre Bäschlin, che non vuole comunque fare di tutta l'erba un fascio. "Ma era l'animale preferito dei miei figli, aveva appena due anni e veniva con noi a fare trekking. Il suo valore si aggirava attorno ai 5000 franchi, ma ci manca soprattutto per il suo valore affettivo".
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