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Ticino
Rusconi: "I petardi bagnati di Cattaneo"
Redazione
11 anni fa
Il consigliere nazionale attacca il presidente del PLR in merito all'accordo sulla tassazione dei frontalieri

Pierre Rusconi non va per il sottile. La presa di posizione di Rocco Cattaneo in merito all’accordo italo-svizzero sulla tassazione dei frontalieri gli ha fatto saltare la mosca al naso: “Cattaneo dovrebbe consultare i suoi 3 deputati a Berna prima di sparare petardi evidentemente bagnati dal sudore e dallo stress della sua evanescente campagna”, taglia corto Rusconi.

Al consigliere nazionale UDC non piacciono i dubbi sollevati dal presidente del PLR dopo la presa di posizione sulle pagine del Corriere del Ticino del docente di diritto tributario Marco Bernasconi. Se è vero quello che ipotizza Bernasconi, l’accordo frutterebbe al Ticino una quindicina di milioni all’anno mentre l’Italia ne intascherebbe addirittura 300. Un affronto secondo Cattaneo: “300 milioni in confronto al debito pubblico italiano saranno noccioline, ma non per questo dobbiamo accettare a capo chino (come sempre) questa palese disparità”, scriveva ieri Cattaneo, chiedendosi: “Per quale ragione la Deputazione ticinese alle camere non ha finora sollevato con forza questi problemi?”.

“Cattaneo pensa forse di aver scoperto l’acqua calda?”, replica Pierre Rusconi, precisando: “Se Rocco parlasse coi suoi deputati saprebbe che su questa questione sono già stati versati fiumi di parole e che il potere decisionale della trattativa è tutto nelle mani del Consiglio federale”.

“Senza contare, conclude Rusconi, che il presidente del PLR si è espresso su un calcolo teorico concernente un accordo che ancora non sappiamo come e quando entrerà in vigore visto che la tempistica dell’applicazione dei nuovi parametri fiscali italiani non ci compete. E, pensando alle future votazioni politiche, con un frontalierato di peso nelle regioni di confine è facile immaginare che l’Italia non sarà interessata a una loro applicazione prima di 5-10 anni, come del resto sottolineato anche dal segretario di Stato Jacques de Watteville”.

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