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Ticino
Rusconi: “disposto a fare patti col diavolo”
Redazione
17 anni fa
“…e se il diavolo ha il volto di Giuliano Bignasca poco importa”. Il presidente UDC disposto a tutto per un posto al nazionale: "in cambio Borradori in Consiglio federale"

Mancano quindici mesi al prossimo appuntamento elettorale e già si affilano le armi. Stamattina, al Cinema Teatro di Chiasso, c’è stato il congresso dell’Unione democratica di centro. Il presidente cantonale Pierre Rusconi ha suonato la carica ai suoi. I democentristi vogliono a tutti costi un consigliere nazionale ticinese UDC: “seggio mancato per poche schede nel 2007 – ha detto Rusconi - e che non ci deve sfuggire nel 2011”. Il percorso da seguire per arrivare alla meta non offre molte strade. Per Rusconi ce ne sono due: “o soli o in congiunzione con la Lega dei Ticinesi”. La seconda via sembrerebbe quella preferita dai democentristi. Ma se la Lega non dovesse starci? “Gli accordi – ha dichiarato il presidente democentrista - sono chiari: in caso di mancata congiunzione la Lega non entrerà a far parte del Gruppo Parlamentare UDC”. Rusconi non ha usato giri di parole per lanciare il messaggio: “sono disposto a fare patti con il Diavolo pur di ottenere il primo Consigliere Nazionale Ticinese targato UDC. E se il Diavolo ha il volto di Giuliano Bignasca – ha affermato - poco importa”. Ma per arrivare a stringere un patto “col diavolo” l’UDC deve dare qualcosa in cambio. E allora il presidente ha deciso di estrarre dal cilindro il leghista Marco Borradori: “Per il Consiglio degli Stati non ci rimane che attendere un’eventuale sua discesa nella contesa. Potrebbero aprirsi scenari dirompenti. Noi – ha spiegato Rusconi - non faremo certo mancare il nostro contributo nel caso potessimo ragionevolmente sperare di aggiungere al Gruppo UDC un seggio alla Camera Alta”. Ci par di capire che le mire dei democentristi siano puntate tutte su Berna e sulle sue camere, alte e basse. E in Ticino, invece? Nel 2011 si voterà per rinnovare parlamento e governo. Qui il discorso cambia: “L’UDC è partito di opposizione e la corsa alle poltrone non ci condizionerà alle prossime ticinesi. Avremo modo e tempo di definire il nostro ruolo per aprile 2011”. Una cosa, per Rusconi, è comunque chiara: “un Cantone in piena recessione con il record di fallimenti e di disoccupazione merita ben più impegno di quanto questa compagine governativa stia facendo”. A Chiasso Rusconi non ha risparmiato qualche stoccata a PLR e PS: “La scelta di Gianora (neo presidente PLR, ndr) non è certamente la panacea a tutti i problemi interni del partitino. Sicuramente non lo invidio. Ai vecchi liberali – ha detto Rusconi - non rimane che rivoltarsi nelle tombe, auguriamoci che i nuovi si rivoltino nelle urne!” Un PLR che viene visto da Rusconi come “una costola di Adamo Bertoli”. Diverso il discorso con leghisti e popolari democratici. “Con la LEGA e con il PPD di Jelmini - ha detto Rusconi - vi è un nuovo approccio che sta dando nuova linfa a qualche, spero non illusoria, visione comune”. sd

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