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Ticino
Ruggero Pantani: "Manco fossi Fedez o Rovazzi"
Ruggero Pantani: "Manco fossi Fedez o Rovazzi"
Ruggero Pantani: "Manco fossi Fedez o Rovazzi"
Redazione
9 anni fa
Il dipendente comunale di Chiasso si difende: "Le mie volevano essere parole di solidarietà"

È rimasto stupito, Ruggero Pantani, dall'incredibile clamore suscitato da quelle tre parole da lui scritte in commento a un articolo-bufala postato dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri, "Tutti sul Tilo!" (vedi articoli suggeriti).

Anche perché, al contrario di quanto erroneamente inteso da taluni, il dipendente comunale di Chiasso non ha mai voluto augurare la morte a nessuno, anzi.

"Vedo che basta che io muova un dito che di nuovo balzo agli onori della cronaca, manco fossi Fedez o Rovazzi" afferma Pantani. "Per la verità fatico a farci l'abitudine: per aver scritto di consiglieri comunali, senza citarli, "appartenenti alla minoranza (o minorati)" ho avuto una gogna mediatica impressionante, provocata da un solo consigliere che si è sentito giustamente toccato, assai sproporzionata rispetto alla sanzione inflittami - e da me accettata - di Fr.100 di multa."

"Ed ora ho l'etichetta-epiteto di recidivo!" esclama il dipendente comunale di Chiasso. "Ma così è la vita. Forse il fatto che mia sorella sia Consigliere nazionale e Vicesindaco non mi ha giovato..."

Pantani prosegue spiegando che "colpito e impressionato dalla terribile fine di due giovani migranti fulminati perché hanno tentato di venire in Svizzera sul tetto di un treno - uno è morto, l'altro sta lottando contro la morte - spinto dall'emozione mi sono permesso di scrivere "Tutti sul Tilo!". Apriti cielo: Una parola di solidarietà, un auspicio che ciò più non accadesse, mi si è subito rivoltato contro: interrogazioni al Municipio, subito distribuite alla stampa, lasciando intendere che io volessi dire "fulminiamoli tutti"."

"È terribile" afferma Pantani. "Avessi voluto dire quella bestialità, avrei detto "tutti sopra il Tilo" e non "sul Tilo". Io volevo solo dire che nel controllo dei migranti bisogna anche fare in modo che non rischino la vita. Tutto qui."

"Ma la voglia di colpire me - e trasversalmente mia sorella - vedo che ha preso il sopravvento" conclude Pantani. "È triste. Me ne guarderò bene dal fornire a questi "onorevoli politici" ed ai grandi giornalisti che si abbeverano alle loro fonti, altri spunti per fomentare odio e colpi bassi. La politica che ho in mente io, non è questa; ma non è affar mio."

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