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Ticino
Ruggero Pantani chiede la ricusa del Municipio
Redazione
12 anni fa
Clamorosa istanza del dipendente comunale di Chiasso, che tramite il suo legale ha chiesto la ricusa dell'Esecutivo nel quale siede sua sorella

Fratelli coltelli? Il dipendente del Comune di Chiasso Ruggero Pantani, al centro di un'inchiesta amministrativa per dei commenti inappropriati scritti sul nostro blog, ha presentato tramite il suo avvocato Renzo Galfetti una domanda di ricusa del Municipio di Chiasso. Nel quale siede Roberta Pantani, sua sorella.

"Il Municipio ha aperto il procedimento in maniera stampalata, non ha diritto di giudicare una persona quando ha gà dato per accertato fatti che non lo sono" ha dichiarato al Corriere del Ticino l'avvocato Galfetti, che segue il caso insieme a una sua collaboratrice. "L'Esecutivo deve ora trasmettere l'istanza di ricusa all'autorità competente."

Ruggero Pantani, in pratica, contesta le modalità adottate dal Municipio per aprire l'indagine nei suoi confronti. Un'indagine, ricordiamo, decisa dopo che nei confronti del dipendente comunale era stata inoltrata una denuncia per diffamazione, per aver rivolto sul nostro blog frasi ingiuriose ("mummie imbalsamate" e "minorati") ai politici che si oppongono al TrenHotel, tramite lo pseudonimo di Jimmi il Fenomeno.

Il dipendente comunale è già stato sentito in Polizia, ma al momento non è ancora stata ravvisata alcuna sua responsabilità.

Sorprende, però, che ora abbia deciso di chiedere la ricusa del gremio di cui fa parte pure sua sorella.

"Io, per ovvi motivi, non posso esprimermi sulla questione" ci ha detto Roberta Pantani, da noi interpellata in merito. "Non partecipo nemmeno alle discussioni in Municipio sulla vicenda, perché avendo dei legami di parentela la Legge organica comunale non me lo consente."

Nemmeno il fratello Ruggero intende commentare. Da noi interpellato, ha tagliato corto: "Non dico niente, sto lavorando."

Non siamo riusciti, almeno finora, a raggiungere il sindaco Moreno Colombo per un suo parere.

Restano quindi per ora avvolti nel mistero, almeno per noi, i contorni di questa clamorosa istanza di ricusa. Ne sentiremo di sicuro ancora parlare.

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