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Ticino
Ruby Belge: “Bisogna continuare a combattere”
Redazione
6 anni fa
L’ex campione del mondo ticinese ha potuto finalmente riaprire la sua palestra, ma con regole precise e, ovviamente, nessun contatto tra pugili

“Se c’è qualcosa da fare in questo periodo è continuare a combattere, non mollare e non puntare tutto su un unica soluzione”, questo l’approccio di Ruby Belge, ex campione del mondo di pugilato, al ring ma anche alla vita, specialmente in questo periodo di lento rientro alla normalità dopo la “botta” del Covid-19. Botta che è stata sentita direttamente anche dall’atleta ticinese, che ha dovuto adeguare la sua palestra alla nuova situazione. Palestra dove è stato raggiunto da Teleticino.

Sì allo sport, no al contatto
Il principio cardine è questo: prima di tutto il rispetto delle distanze sociali e nessun contatto tra gli sportivi in allenamento. Difficile, per uno sport di combattimento come la boxe: “I corsi di pugilato sono sospesi fino al 6 luglio, quindi la distanza sociale è una priorità che manteniamo, abbiamo una decina di sacchi ma distanziati una decina di metri l’uno dall’altro, quindi i pugili sono in autonomia”

Il calcio riparte ma il pugilato no, decisione equa?
Belge sembra accettare di buon grado anche le diverse regole imposte dal Governo per i diversi sport, che vedono appunto ripartenze diverse per le diverse discipline: “Penso che sia giusto, alla fine bisogna attenersi a quanto ci dicono il Cantone e gli esperti, che sanno cosa è pericoloso e cosa no. È ovvio che il livello di contatto in uno sport come il pugilato può essere pericoloso: ci si scambia sudore e a volte addirittura sangue, un motivo in più per non praticarlo e un segnale da dare alla gente”

Covid-19: un ostacolo per gli sportivi di professione?
Molti atleti professionisti e giovani talenti, in questi mesi, hanno dovuto interrompere la loro attività o comunque ridisegnarla completamente. Questo sarà un peso per le carriere di questi pugili? “Assolutamente no, il Covid-19 ha fatto perdere un 5-6 mesi a tutti gli sportivi, ma quando il gioco è uguale per tutti svantaggi e vantaggi sono pari. Probabilmente hanno perso dei mesi di carriera, un certo numero di incontri e di manifestazioni. Anche le Olimpiadi sono state posticipate e questa è una situazione nuova, ma per quanto riguarda il nostro sport il pugile spesso è già abituato ad allenarsi da solo”

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