
Un 23enne richiedente l'asilo tunisino è stato condannato ieri dalla Corte delle assise correzionali di Lugano a 6 mesi di detenzione sospesi condizionalmente per 2 anni, per rapina.
Nell'ottobre 2012, insieme ad un complice già condannato, il 23enne si intrufolò in un'auto parcheggiata a Chiasso. Si appropriò di monetine per un valore totale di 40 franchi e di un paio di occhiali da sole, ma al momento di fuggire fu scoperto dal proprietario dell'auto. Il 23enne gli fece lo sgambetto e si diede alla fuga, ma fu arrestato poco dopo dalla Polizia, che recuperò la refurtiva nella sua borsa.
"È vero che la refurtiva è esigua, ma questo non rende meno grave il reato" ha dichiarato in aula la procuratrice pubblica Francesca Lanz, che sosteneva l'accusa. "Si è trattato di una rapina: dopo il furto, c'è stato un intervento fisico sulla vittima per metterla fuori gioco e mantenere il bottino."
Secondo la difesa, rappresentata dall'avvocato Patrick Gianola, il 23enne non aveva usato violenza, bensì destrezza. Da cui la richiesta di condanna per semplice furto e non rapina.
La Corte ha accolto la tesi dell'accusa, condannando per rapina il 23enne, che nel frattempo è già stato rimpatriato.
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