
Sospettati di aver partecipato ad un traffico di stupefacenti, si ritrovano convocati in polizia. È successo ad alcuni cittadini luganesi, rimasti coinvolti in un'inchiesta nella quale non sono altro che vittime ignare.
Come si legge sul CdT, la vicenda si è conclusa con un decreto di accusa firmato dal procuratore pubblico Nicola Respini a carico di un 48.enne dello Sri Lanka.
L'uomo, residente a Lugano, ha utilizzato i numeri telefonici intestati ai cittadini per delle trattative per smercio di droga. Le carte telefoniche sono state contraffatte e registrate sotto i loro nomi attraverso documenti falsificati.
L'uomo, responsabile in passato della sede ticinese di una compagnia telefonica, è stato ritenuto colpevole di ripetuta infrazione alla Legge federale sulle comunicazioni e di falsità in documenti.
La condanna proposta è di sei mesi con la condizionale, cui vanno ad aggiungersi tasse di giustizia, spese giudiziarie e la revoca di una precedente sospensione di pena.
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